Castellammare, Di Nardo a Ruotolo “E’ troppo tardi”

Foza Italia con il segretario cittadino Nello Di Nardo interviene dopo la lettera pubblicata da Ruotolo  “La lettera aperta di Sandro Ruotolo segue come una nota musicale a quella del suo amico di partito Corrado apparsa qualche giorno prima.Si tratta di una lettera che che rappresenta un documento politico che a nostro parere arriva con un po’ di ritardo ossia solo ora, quando la macchina amministrativa mostra tutte le sue crepe e quando la magistratura ha già avviato i propri approfondimenti.

Invero, in essa si levano moniti che avrebbero avuto ben altro peso se fossero stati pronunciati all’inizio del percorso amministrativo, non alla fine come sembra timidamente affermare l’onorevole Ruotolo.Solo qualche giorno fa Forza Italia aveva denunciato che il Sindaco si trovava “all ultima spiaggia “ .

Sono certo che l’onorevole Ruotolo sollecitato da noi ha avuto la sensibilità di proclamare il suo “monito” contro Vicinanza, la giunta e il carrozzone delle quattordici liste.Peccato che si tratti di un risveglio tardivo e non di quel vero atto di coraggio che tutti si sarebbero aspettati da un uomo come Ruotolo subito dopo le elezioni.

Ed infatti Le riflessioni su un sistema elettorale sostenuto da quattordici liste, sulla presenza in maggioranza di figure oggi attenzionate dalle indagini e sulle dinamiche di raccolta del consenso in quartieri storicamente sensibili suonano come constatazioni tardive e poco efficaci.Non perché non siano fondate — lo sono eccome — ma perché erano note a tutti, e lo erano ben prima del voto.

All’epoca, però, quella vasta coalizione rappresentava un capitale elettorale che nessuno, nemmeno Ruotolo, Corrado ed il PD, era disposto a mettere in discussione.All epoca si preferì il silenzio, si preferì non vedere e non sentire.

Oggi, invece, si scopre improvvisamente ciò che allora non si voleva riconoscere.Altro che Osservatorio sulla camorra: per sapere chi drenava voti in città non servivano università, rapporti scientifici o comitati etici richiamati da Ruotolo.

Bastava conoscere il territorio e Castellammare.Sicuramente non la conosceva il dott Vicinanza ma di certo la conoscevano tutti gli altri dirigenti politici che hanno formato le liste e la conoscevano, da anni, da decenni visto i loro curriculum.

E oggi Ruotolo punta il dito contro lo “sfasciume” un termine clonato dal sindaco vicinanza che non è riuscito minimamente a eliminare anzi lo ha ampliato, contro un’amministrazione che ha perso credibilità, contro un sindaco che vive nel suo palazzo che ha “poco vetro” fatto di proclami ingannevoli e retorica replicata a nastro.Un analisi quella di Ruotolo Giustissima, Perfetta Impeccabile.

Il passaggio più surreale arriva però nel finale.Ruotolo annuncia che «voterà il bilancio per senso di responsabilità», e sarà un voto tecnico per poi trarre “le conseguenze”.

Questa sì che è incoerenza di ferro: la giunta è finita, il sindaco non è più credibile, la politica ha già perso, il Consiglio è compromesso… però il bilancio lo votiamo ugualmente, giusto per non farci mancare l’ultima spinta all’amministrazione che definiamo al capolinea.Una logica limpida che può essere paragonata ora al fiume Sarno in piena dopo un temporale. È la solita chirurgica contraddizione della sinistra: indignazione a volume massimo, ma con il dito ancora premuto sul pulsante “sì” al momento di votare ciò che tiene in piedi proprio l’amministrazione che si dichiara dissolta.

E dopo questa acrobazia politica arriva il gran finale, l’appello solenne, il richiamo alla “verità”, a “Castellammare”, alla “democrazia”.Tutto molto nobile, tutto molto emozionante.

Parole importanti, certo.Ma è proprio perché sono importanti che avrebbero dovuto essere la bussola fin dall’inizio, non l’epilogo di un percorso già consumato, non dopo un anno di silenzi, omissioni e accomodamenti.

Oggi Ruotolo dice che la giunta è al capolinea.Forse sì, ma è un capolinea dove molti sono arrivati con il biglietto già timbrato da tempo.

E dove la responsabilità vera — quella che non si proclama, ma si pratica — avrebbe imposto di scendere dal bus molto prima di oggi.Per Castellammare davvero servirebbe un momento di verità.

Un momento in cui la politica, finalmente, arriva prima delle inchieste, non — come purtroppo accade ancora una volta — dopo"

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