Penisola sorrentina, arrivano le condanne per i pescatori di datteri

Sono stati condannati dalla procura di Torre Annunziata sei uomini accusati di disastro ambientale per pesca di datteri.Il Tribunale ha condannato: - ad anni 7 di reclusione i l soggetto che rivestiva i l ruolo d i capo, promotore ed organizzatore della compagine associativa, che è stato riconosciuto colpevole, in particolare, dei delitti d i associazione per delinquere, connotata dalla c.d. "aggravante ambientale", di disastro ambientale e di plurime ricettazioni aventi ad oggetto la detenzione; - ad anni 6 e mesi 10 d i reclusione un altro imputato, rivestente i l ruolo di componente dell'organizzazione criminale dedita alla pesca illegale dei datteri d i mare e al danneggiamento dell'habitat marino della penisola sorrentina, anch'egli riconosciuto colpevole, in particolare, dei delitti di associazione per delinquere, connotata dalla c.d. "aggravante ambientale", di disastro ambientale; - ad anni 6 mesi 8 di reclusione ciascuno un altro imputato, anch'egli rivestente il ruolo di componente dell'organizzazione criminale dedita alla pesca illegale dei datteri d i mare e al danneggiamento dell'habitat marino della penisola sorrentina, riconosciuto colpevole, in particolare, dei delitti d i associazione per delinquere, connotata dalla c.d. "aggravante ambientale", d i disastro ambientale; - ad anni 5 mesi 8 di reclusione altri 2 imputati, anch'essi rivestenti i l ruolo d i componenti dell'organizzazione criminale dedita alla pesca illegale dei datteri d i mare e a l danneggiamento dell'habitat marino della penisola sorrentina, riconosciuti colpevoli, i n particolare, dei delitti d i associazione per delinquere, connotata dalla c.d. "aggravante ambientale", di disastro ambientale.

I suddetti imputati sono stati tutti interdetti in perpetuo dai pubblici uffici e interdetti legalmente per la durata della pena a ciascuno irrogata.I predetti imputati, inoltre, sono stati condannati al risarcimento dei danni i n favore del Ministero dell'Ambiente, del Ministero delle Politiche Agricoli, Alimentari e Forestali e dell'associazione Marevivo, che si erano costituiti parti civili nel processo.

I l sesto imputato, che rispondeva dei reati d i associazione per delinquere e di ricettazione, è stato assolto dai reati ascrittigli ai sensi dell'art. 530, сpv., c.p.p..In precedenza, altri 12 imputati, facenti parte della suddetta organizzazione criminale, erano già stati condannati, in data 27.10.2022, dal Tribunale di Torre Annunziata, a seguito d i giudizio abbreviato, alla pena d i anni 6 di reclusione ciascuno per i reati d i associazione per delinquere aggravata, disastro ambientale e plurime ricettazioni dei datteri di mare; i n sede di appello, proposto avverso la suddetta sentenza di condanna, i predetti imputati hanno optato per i l "concordato sulla pena", ottenendo uno “sconto" d i pena, come stabilito dalla Corte d i Appello d i Napoli, con sentenza del 23.5.2025.

U n altro imputato, facente parte della compagine associativa, è stato condannato, i n data 28.9.2023, dal Tribunale d i Torre Annunziata, a seguito d i giudizio abbreviato, alla pena di anni 2 e giorni 2 0 di reclusione per i reati d i associazione per delinquere aggravata e d i ricettazione aventi ad oggetto l a detenzione dei datteri d i mare provenienti dalla pesca illegale; per tale imputato il processo pende, allo stato, in sede di appello.Infine, altri due imputati, facenti parte dell'organizzazione criminale, con i ruoli di "intermediari" e/o stabili acquirenti/ricettatori dei molluschi bivalvi, avevano definito l a loro posizione, i n data 1 27.10.2022, con il patteggiamento della pena d i anni due e mesi quattro d i reclusione ciascuno per i reati di associazione per delinquere aggravata ed alcune ricettazioni aventi ad oggetto la detenzione dei datteri d i mare e delle vongole veraci provenienti dalla pesca illegale.

Secondo la ricostruzione operata da questa Procura della Repubblica e recepita dal Tribunale, è stata accertata l'esistenza d i una vera e propria, stabile, organizzazione criminale, della quale facevano parte 20 persone, già destinatarie d i misure cautelari, operante dal luglio 2016 nei comuni d i Castellammare di Stabia, Vico Equense, Piano d i Sorrento, Meta d i Sorrento, Sorrento, Massa Lubrense, dedita i n maniera professionale e sistematica, con ripartizione d i compiti e di ruoli e predisposizione di mezzi e di persone, alla raccolta e alla messa in commercio illegali sia dei datteri di mare (lithophaga - lithophaga) -la raccolta, la detenzione, la vendita e i l consumo dei quali sono vietati sin dal 1998- che delle vongole veraci d i Rovigliano (venerupis decussata), contaminate batteriologicamente e chimicamente e quindi pericolose per l a salute dei consumatori, i n quanto raccolte in uno specchio d i mare prospiciente la foce del fiume Sarno, catalogato come Zona Proibita a causa della presenza d i sostanze altamente inquinanti tra cui idrocarburi e metalli pesanti, nella Come confermato anche dalla sentenza di condanna emessa ieri, è stato accertato e documentato, altresì, il disastro ambientale, cagionato, dal luglio 2016 al novembre 2020, dall'azione degli imputati.mediante la sistematica distruzione di rocce e scogli da cui estrarre i datteri d i mare, frantumando meccanicamente, con martelli a doppia punta, le formazioni calcaree in cui sono alloggiati i datteri di mare nei seguenti tratti costieri della Penisola Sorrentina, per un tratto costiero complessivo d i oltre 6 chilometri: Capo di Sorrento - Bagni Regina Tonnarella, Banco di Santa Croce, località Alimuri ex "mostro" Meta di Sorrento, Punta Scutolo - Vico Equense, Punta Campanella - Località Fossa Papa Massa Lubrense, Località L a Solara - Sorrento, Località L e Mortelle - Punta Montalto Massa Lubrense, Scoglio Isca - Massa Lubrense, Scoglio Penna - Massa Lubrense, Marina d i Puolo Sorrento - Massa Lubrense, Punta Sant'Elia - Massa Lubrense, Scoglio Vervece - Massa Lubrense.

Il disastro ambientale accertato è rappresentato: - dalla distruzione completa della comunità d i organismi "bentonici" che insistevano sullo strato superficiale delle rocce, fino a 10/15 m t di profondità, con conseguente "disequilibrio ambientale" che ha portano ad "alterazioni irreversibili dell'ecosistema marino" con la completa desertificazione di aree ad elevata biodiversità; - dall'alterazione irreversibile del sistema costiero, derivante dalla perdita irreversibile del "bene geologico", identificato nelle formazioni di roccia carbonitica di particolare pregio naturalistico - geologico, con conseguente "danno permanente" dovuto non solo all'escavazione ed all'asportazione definitiva di interi pezzi di roccia frammentata dal fondale ma anche alla morte di milioni di organismi e micro-organismi che vivono sulla roccia stessa, i n conseguenza d i una situazione complessiva d i "degrado" degli "ecosistemi marino-costieri" i quali conseguenzialmente ed inevitabilmente vengono resi molto più fragili e meno resistenti agli "stress ambientali" Il disastro ambientale è aggravato dal fatto d i essere stato prodotto all'interno dell'Area Marina Protetta d i Punta Campanella e della ZTB (Zona Tutela Biologica) del Banco di Santa Croce ed ai danni dell'habitat di scogliera della Penisola Sorrentina, incluso nella "Direttiva Habitat 92/43/CEE - Rete Natura 2000", come habitat d'interesse comunitario e d i tutte le specie ad esso associate, e in danno di una specie protetta, vale a dire, il c.d.dattero di mare.

L'alterazione dell'ecosistema marino e l a compromissione della biodiversità sono state appurate con la collaborazione di un team d i esperti di zoologia, ecologia e geologia ambientale di cui si è avvalsa questa Procura.Durante le indagini erano stati sequestrati: - oltre 2 tonnellate e mezzo (2.508,9 kg.) di datteri; - oltre 675 kg.

d i vongole veraci di Rovigliano.  

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