Dopo Natale i numeri sembrano rallentare, ma il rischio è scambiare quel calo per una tregua che in realtà dura poco. I report di sorveglianza dicono che influenza e altre infezioni respiratorie continuano a circolare con forza e che, con il rientro a scuola dopo l’Epifania, la curva può tornare a salire: è il momento in cui riparte la routine e con essa aumentano contatti, spostamenti, aule piene e uffici affollati. Nelle case lo si avverte già senza bisogno di statistiche: febbre improvvisa, tosse che non molla, dolori, stanchezza, genitori che si alternano tra lavoro e bambini a casa, nonni da proteggere più del solito. È un inverno “carico”, perché si sovrappongono più virus nello stesso periodo: non solo influenza, ma anche i comuni virus da raffreddamento e, in parte, il Covid, e questo rende più facile che il contagio passi rapidamente dalla scuola alla famiglia e viceversa. Il calo di fine dicembre, spiegano gli esperti, è spesso legato anche alle feste: meno visite e segnalazioni, scuole chiuse e quindi minore trasmissione tra i più piccoli, che di solito sono la scintilla che accende il giro dei contagi in casa. In Campania, dove l’intensità di circolazione viene indicata come alta, l’effetto si traduce in cose molto concrete: più assenze tra studenti e lavoratori, ambulatori sotto pressione per visite e certificati, farmacie affollate, famiglie che riorganizzano le giornate. In questi giorni si sente parlare anche della cosiddetta “variante K”, legata a un sottogruppo dell’influenza A(H3N2): una sigla che fa notizia, ma che non cambia la regola più importante, cioè evitare confusione sulle cure. L’allarme vero resta quello sull’uso improprio degli antibiotici: contro i virus non funzionano e usarli “per far prima” aumenta la resistenza batterica, rendendo più difficili le terapie quando servono davvero. La prevenzione, invece, è fatta di gesti semplici ma decisivi: vaccinazione per fragili e anziani, mani pulite, attenzione a tosse e starnuti, arieggiare gli ambienti e restare a casa quando si ha febbre e sintomi importanti. Perché dopo l’Epifania non riparte solo la routine: riparte anche una responsabilità collettiva, quella di proteggere chi è più vulnerabile con scelte quotidiane che, sommate, alleggeriscono scuole, ambulatori e ospedali.