Bocche cucite sulla riunione di maggioranza voluta questa mattina a palazzo Farnese dal primo cittadino per scegliere le linee guida per il prosieguo dell’attività amministrativa. In testa c'era il consigliere comunale dei 5 stelle Alessandro Langellotti che, nonostante gli altisonanti comunicati di appoggio esterno al sindaco viste le vicende giudiziarie che hanno coinvolto un collega consigliere che poi si è dimesso, pare sia tornato sui suoi passi rimanendo saldo al suo posto in consiglio. Assente eccellente Giovanni Tuberosa, consigliere del partito democratico ed ex capogruppo in consiglio comunale. Stando a quello che trapela, la riunione si è aperta con un “mea culpa” dell'alter ego del primo cittadino stabiese, Ciro Cacciola, quello che per molti è la vera “anima politica” di palazzo Farnese e che Vicinanza ha voluto con se dal primo momento. Al centro della discussione anche il modus operandi degli assessori. Secondo qualche indiscrezione trapelata Cacciola avrebbe ammesso il bisogno di maggiore sinergia tra Giunta e Consiglio ”. La strategia sembrerebbe quella di arrivare, proponendo anche ipotetiche caselle in giunta, a fine febbraio, termine ultimo per andare al voto nella prossima tornata elettorale. La riunione si è spostata sul PUC, dove non mancano i mal di pancia. E’ qui che i toni sono diventati accesi. Stando sempre a voci di corridoio, l'intenzione dell'assessore Giuseppe Guida è quella di approvare a prescindere il PUC, mettendo in atto poi varianti e modifiche. Allora qualche consigliere ha sottolineato che sarebbe opportuno prima modificare il piano urbanistico comunale e poi magari approvarlo. Iter, che dovrebbe tener conto anche del Piano Paesaggistico Regionale (PPR) della Campania . Piano studiato dalla Regione in collaborazione con il Ministero dei Beni culturali proprio per delimitare zone di attuazioni ni comuni per dare una linea di indirizzo omogenea ed univoca a livello regionale. Il 22 ottobre scorso la Regione ha deliberato il PPR. Da questa data, i comuni hanno 4 mesi di tempo ai comuni per proporre osservazioni riguardo all' inclusione di alcune zone piuttosto che l' esclusione di altre. Al momento a Castellammare non si sta proponendo nulla e il Piano Regionale rischia di penalizzare alcune zone della città. Fermo restando poi eventuali deroghe.
Tornando all' affaire politico stabiese, si registra un dato importante: nessuno vuole andare alle urne nella prossima tornata elettorale non certo per amore della città, ma soltanto perchè nessuno è pronto alla campagna elettorale ed in molti rischierebbero di rimanere fuori dal palazzo di città.