È il momento della chiarezza e della condivisione delle scelte strategiche sul futuro del porto e del cantiere navale stabiese. È l’appello lanciato da Democratici e Progressisti, che intervengono dopo l’incontro svoltosi a Roma durante il quale Fincantieri ha illustrato il proprio piano industriale per lo stabilimento di Castellammare.
Il movimento politico raccoglie e rilancia le preoccupazioni espresse dai sindacati, sottolineando come da anni si susseguano protocolli, tavoli istituzionali e occasioni mancate, mentre continuano a registrarsi ritardi e perdite di finanziamenti. Questioni che, ricordano, erano già state denunciate dalle organizzazioni sindacali e segnalate pubblicamente dagli stessi Democratici e Progressisti.
«La verità – affermano – è che si sta procedendo in modo confuso e inaccettabile. La sensazione è che nessuno abbia realmente approfondito le carte e i progetti in campo».
Secondo il gruppo politico, l’assenza di un programma chiaro rischia di consentire a Fincantieri, Autorità Portuale e Regione di sottrarsi alle proprie responsabilità. Dai documenti esaminati negli ultimi anni, dal Piano Strategico Portuale al Piano Regolatore Portuale, emergerebbe infatti una prospettiva di sviluppo del cantiere orientata anche verso aree esterne all’attuale porto, pur in presenza di aspetti ancora da chiarire.
Da qui la richiesta al Governo di garantire procedure speciali e risorse adeguate per sostenere il progetto di sviluppo del porto di Castellammare in tutte le sue componenti produttive: cantieristica, trasporto passeggeri e diportismo.
Per Democratici e Progressisti, tuttavia, permane una forte sensazione di incertezza. Le nuove iniziative prospettate nelle ultime settimane sarebbero, a loro giudizio, poco coerenti con le scelte strategiche già richiamate e con le reali esigenze di crescita del cantiere, oltre a risultare prive di un chiaro fondamento urbanistico.
Il momento, però, non sarebbe quello delle polemiche. «Occorre agire», sostengono, partendo proprio dalle preoccupazioni espresse dal sindacato e coinvolgendo tutti gli operatori portuali in un unico tavolo di concertazione. L’obiettivo è individuare le risorse necessarie per il rilancio di Fincantieri, garantire la tutela delle attività produttive presenti nel porto antico e incentivare il trasporto passeggeri.
Un ruolo decisivo, secondo il movimento, spetta anche al Comune di Castellammare di Stabia, che dovrebbe pretendere una svolta e presentarsi ai tavoli istituzionali con una proposta chiara e condivisa sul futuro del cantiere e delle attività portuali.
Particolare preoccupazione viene espressa per alcune indiscrezioni secondo cui lo sviluppo di Fincantieri e le attività portuali esistenti sarebbero incompatibili tra loro. Una tesi che Democratici e Progressisti respingono con decisione, definendola «un falso inaccettabile».
La proposta è quella di lavorare con serietà a una visione strategica di lungo periodo, evitando soluzioni improvvisate e di corto respiro. Al centro del progetto dovrebbero esserci sia la realizzazione del nuovo bacino sia il rafforzamento delle altre attività economiche che operano nel porto antico.
Per questo Democratici e Progressisti lanciano l’idea di un grande patto istituzionale e territoriale: «Un Accordo per la cantieristica e le attività portuali», capace di coinvolgere Governo, Regione Campania, Autorità Portuale, Fincantieri e operatori del settore.
Infine, viene rinnovata la richiesta di convocare al più presto il confronto chiesto dai sindacati e, con ancora maggiore urgenza, una riunione presso il Comune con tutti gli operatori portuali, per definire obiettivi condivisi e costruire una strategia concreta per il futuro di Castellammare di Stabia.