Castellammare, due anni di Vicinanza con la spada di Damocle dello scioglimento

Due anni con una spada di Damocle puntata e il rischio di uno scioglimento per camorra sempre più probabile. Due anni senza pace per l’amministrazione guidata da Gigi Vicinanza. A pochi giorni dal secondo compleanno dell’elezione del sindaco-giornalista di Castellammare di Stabia, incombe la fine anticipata della consiliatura e ancora una volta per il rischio infiltrazioni mafiose. Dopo tre mesi di indagini, la commissione d’accesso ha consegnato la relazione al Prefetto e a sua volta ai vertici del Viminale. I sentori, a sentire fonti del governo, non sono per niente positivi. Pesano come un macigno le indagini che vedono coinvolti un consigliere comunale (Oscurato) intercettato al telefono con il cassiere del clan D’Alessandro e lambiscono un altro consigliere (Di Maio) vedendo coinvolto invece il figlio in costante contatto con Pasquale D’Alessandro, boss incontrastato di Scanzano. Entrambi si sono dimessi, in momenti diversi, dopo mesi di polemiche, richieste, pressioni e un continuo riverbero sulla stampa nazionale. Sono entrati i primi dei non eletti, completamente estranei a tutto questo, ma che portano in dote il quorum conquistato grazie ai voti dei consiglieri dimissionari.
E’ stato un inizio in salita sin dalle prime battute della consiliatura, malgrado Vicinanza avesse conquistato un’ampia maggioranza dopo l’exploit elettorale dell’11 giugno 2024.
La sua spina nel fianco: l’amico e collega Sandro Ruotolo. L’Europarlamentare del PD, tra coloro che hanno sponsorizzato di più l’ascesa di Vicinanza a Castellammare, sceglie di candidarsi capolista del Partito Democratico alle amministrative stabiesi. Un rapporto teso sin dalle prime battute, poi culminato con precise accuse da parte del giornalista anti-camorra: “Quest’amministrazione non è un argine alla criminalità organizzata”. Infine dimissioni e porta sbattuta di Ruotolo, alla vigilia dell’arrivo della commissione d’accesso al Comune di Castellammare di Stabia.
Il PD regionale ha fatto il resto, innescando un braccio di ferro con il gruppo consiliare, invitato a uscire dalla maggioranza. Ad ascoltare il segretario regionale De Luca jr solo l’ex capogruppo Giovanni Tuberosa.
In realtà anche il Movimento 5 Stelle a un certo punto si tira fuori, almeno nei comunicati stampa, ma nella realtà l’esponente grillino in aula non fa mancare mai il suo apporto a Vicinanza.
E poi il rapporto mai decollato, sin dalle prime fasi della campagna elettorale con il gruppo di Base Popolare, legato all’ex sindaco Salvatore Vozza, tanto da determinare poi l’uscita dalla maggioranza consiliare di Maurizio Apuzzo.
E’ notizia di questi giorni la rottura con un fedelissimo: Mimmo Cioffi, eletto proprio nella lista Vicinanza Sindaco. Nell’ultimo consiglio comunale ne racconta di cotte e di crude, pur avendo assicurato il suo voto sui provvedimenti finanziari all’ordine del giorno.
Vicinanza perde la maggioranza politica ma non numerica, perché nei fatti i consiglieri assicurano sempre il lasciapassare ai provvedimenti. E così si va avanti a fischi e pernacchi. Si naviga ancora a vista, in attesa di una decisione sullo scioglimento per camorra.
Le richieste di dimissioni pervenute da più parti, anche da fedelissimi che siedono in consiglio comunale, non hanno sortito effetti. Vicinanza risponde sempre a muso duro: “Resto qui fino all’ultimo minuto utile”. Scelta diametralmente opposta al collega sindaco-civico di Torre Annunziata, Corrado Cuccurullo, che sceglie la via dello scioglimento anticipato del consiglio comunale ma ordinario. Un tentativo per evitare un altro scioglimento per camorra. A Castellammare invece no. Questa opportunità rischia di non esserci.

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