Castellammare, lavori sulla rete elettrica in piena estate: esplode la protesta di operatori e opposizione

L’avvio dei lavori di sostituzione dei cavi elettrici previsto tra il 15 giugno e il 14 agosto accende il dibattito in città. Se da un lato nessuno mette in discussione la necessità degli interventi infrastrutturali, dall’altro crescono le polemiche per la scelta del periodo individuato dall’amministrazione comunale, considerato da molti il meno opportuno per un cantiere destinato a interessare alcune delle principali arterie cittadine.

I lavori riguarderanno infatti zone strategiche per la viabilità stabiese, tra cui Via Giuseppe Cosenza, Via Nocera, Via Santa Maria dell’Orto e Piazza Principe Umberto, con inevitabili ripercussioni sulla circolazione e sulla mobilità urbana nel pieno della stagione turistica.

Tra le prime voci critiche si registra quella del Sindacato Nazionale LLP, attraverso il rappresentante della categoria Taxi e Ncc, Pasquale Avella. In una nota, il sindacato definisce “inaccettabile” la decisione dell’amministrazione di programmare gli interventi proprio nei mesi di maggiore affluenza turistica.

Secondo Avella, il rischio è quello di mettere “in ginocchio la circolazione di mezza città”, con pesanti conseguenze per l’intero comparto turistico e commerciale. Nel mirino anche il metodo adottato dall’ente comunale, accusato di non aver coinvolto preventivamente le associazioni di categoria nella fase decisionale.

“Hotel, bed and breakfast, ristoranti, taxi, Ncc, negozi e operatori portuali saranno costretti a convivere con disagi enormi”, sostiene il rappresentante sindacale, che ritiene più ragionevole programmare gli interventi nei mesi tradizionalmente meno affollati, come ottobre, novembre o il periodo invernale.

Alle critiche del comparto dei trasporti si aggiungono quelle provenienti dall’opposizione consiliare. Il consigliere comunale Antonio Alfano ha infatti rivolto un appello all’amministrazione affinché riconsideri il cronoprogramma dei lavori, pur riconoscendone l’importanza e l’urgenza.

“Nessuno mette in discussione la necessità delle opere”, sottolinea Alfano, “ma la politica deve saper scegliere anche il momento giusto per realizzarle. Si tratta di opere importanti e attese, che devono essere realizzate per garantire sicurezza ed efficienza della rete. Tuttavia, la politica ha il dovere di scegliere anche il momento giusto in cui farle.

Trasformare Castellammare di Stabia in un enorme cantiere proprio nei mesi di luglio e agosto significa ignorare completamente le esigenze della città. È una decisione che rischia di produrre effetti devastanti sul traffico, sulla mobilità dei residenti, sull’accoglienza dei turisti e sull’economia locale.

Via Giuseppe Cosenza e Via Nocera rappresentano assi viari fondamentali. Chiuderle o limitarne fortemente la percorribilità durante il periodo di maggiore afflusso significa condannare cittadini e visitatori a interminabili disagi, congestionando la circolazione e rendendo ancora più difficile raggiungere il centro, il lungomare e le attività commerciali.

In un momento in cui Castellammare cerca faticosamente di rilanciare la propria immagine turistica e di valorizzare il recupero del mare e tutte le attività economiche ad esso collegate, questa scelta appare incomprensibile. Gli operatori del settore, i ristoratori, gli albergatori, i commercianti e tutte le attività che vivono della stagione estiva rischiano di pagare un prezzo altissimo.

Negli ultimi anni il calo delle presenze turistiche e le difficoltà economiche di tante imprese hanno già messo a dura prova il tessuto produttivo cittadino. Aggiungere ulteriori ostacoli proprio nel periodo in cui si dovrebbe favorire la massima fruibilità della città significa dimostrare una scarsa sensibilità verso chi ogni giorno investe, lavora e crea occupazione.

Il sindaco Vicinanza, con questa decisione, finisce paradossalmente per dimostrare una profonda “lontananza” dalle reali esigenze dei cittadini e dalla vita quotidiana della nostra comunità. Governare significa saper contemperare le necessità tecniche con quelle economiche e sociali, programmando gli interventi senza compromettere le opportunità di crescita della città.

La domanda è semplice: davvero rinviare questi lavori di appena sessanta giorni, facendoli partire a settembre, avrebbe compromesso la sicurezza o l’interesse pubblico? Ritengo di no. Al contrario, avrebbe consentito di salvaguardare la stagione balneare e turistica, limitando enormemente i danni per residenti e imprese.

Comprendo l’urgenza degli interventi e ne condivido la finalità, ma procrastinarli di due mesi non avrebbe fatto morire nessuno. Avrebbe invece evitato di penalizzare una città che proprio nei mesi estivi dovrebbe poter vivere, lavorare e accogliere.

Per questo- conclude Alfano- rivolgo un appello all’Amministrazione affinché riconsideri il cronoprogramma dei lavori, dimostrando quella sensibilità e quella capacità di ascolto che oggi, purtroppo, sembrano essere venute meno”

 

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