Il sindaco di Castellammare è senza maggioranza. E’ ormai un dato acclarato, nel momento più delicato per Gigi Vicinanza, alle prese con il rischio scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni mafiose.
I RIBELLI
E’ ormai da tempo che sono ai margini della maggioranza Lea Iovino di Futuro Democratico, l’ex capogruppo del PD Giovanni Tuberosa, Maurizio Apuzzo di Base Popolare. Da ieri figura nella lista dei dissidenti anche Tina Somma di Agorà.
Senza dimenticare che Mimmo Cioffi si è dichiarato fuori dalla maggioranza, ma ha finora votato tutti i provvedimenti propinati dal sindaco. Stesso discorso anche per il Movimento Cinque Stelle, che ha scelto l’appoggio esterno ma di fatto è parte integrante del centrosinistra che ancora sostiene Vicinanza.
I NUMERI
Al netto dei provvedimenti che anche il centrodestra ha deciso di votare (rottamazione e commissione di inchiesta per gli affidamenti diretti), il resto degli ordini del giorno passano soltanto per strategia e per volere di un piccolo gruppo di fedelissimi del sindaco.
Infatti, il ricorso alla seconda convocazione dà la possibilità di approvare i provvedimenti con un numero minimo di 10 consiglieri e così vengono approvati tutti i debiti fuori bilancio all’ordine del giorno, con il sindaco Vicinanza assente perché impegnato in una inaugurazione.
LA NOMINA
Fa pensare anche l’assenza del presidente del consiglio comunale Roberto Elefante, l’unico presente in prima convocazione. Assenza giustificata la sua, sostengono dalla maggioranza, ma negli ultimi giorni in rottura con una parte della maggioranza. Da quanto trapela da Palazzo Farnese, pare non sia stata presa bene la designazione voluta dal sindaco nel CdA del Consorzio Asi, proprio in rappresentanza del primo cittadino e del comune di Castellammare.