La procedura per la realizzazione della piscina comunale sparita da Tuttogare finisce nel mirino degli ispettori. Il progetto affidato "a cose fatte" si aggiunge al lungo elenco di incarichi diretti su cui indaga la Commissione d'accesso dopo lo scioglimento dell'amministrazione.
Non si tratta di un semplice ritardo amministrativo, ma di un modus operandi che ora si scontra con il peso di un'indagine ben più vasta e complessa. L'affidamento per il progetto della nuova piscina nell'area dell'ex Bixio non è un caso isolato. Al contrario, rappresenta l'ennesimo, inquietante tassello del mosaico opaco lasciato in eredità dall'amministrazione Vicinanza, la cui parabola politica si è schiantata contro lo scioglimento per infiltrazioni camorristiche.
Sotto la lente d'ingrandimento degli ispettori del Ministero e della Commissione d'accesso non c'è solo un singolo appalto, ma un intero biennio amministrativo. Due anni di gestione in cui il ricorso sistematico agli affidamenti diretti ha sollevato una nube di sospetti che ora le autorità competenti stanno cercando di diradare, spulciando ogni singola delibera e determina. E in questo calderone, la storia della piscina ex Bixio spicca per le sue palesi e pesanti "anomalie".
Il progetto per la riqualificazione della struttura è avvolto da un silenzio assordante. Tutto ruota attorno alla procedura n° 573, quella che ha sancito la scelta del professionista incaricato, l'architetto Landi, proveniente da Salerno. Ma è proprio la genesi di questa scelta a far scattare l'allarme.
Secondo le verifiche incrociate di addetti ai lavori che monitorano il portale "Tuttogare" – la piattaforma telematica obbligatoria per garantire la trasparenza degli appalti pubblici – della procedura n° 573 non c'è stata traccia nei mesi cruciali. Nessuna evidenza pubblica, nessuna possibilità per altri professionisti di partecipare o di prendere visione dei criteri richiesti.
Il cortocircuito è emerso a settembre, sollevando il velo su un iter che procedeva completamente sottotraccia. L'appalto è infatti apparso ufficialmente sulla piattaforma telematica solamente "a cose fatte", quando l'incarico era già stato di fatto blindato e assegnato.
In un quadro politico-amministrativo già devastato dalle ombre delle infiltrazioni criminali, le modalità di questa selezione esigono risposte immediate.
Se su Tuttogare non è apparso nulla nei tempi previsti dalla legge, come è stato garantito il principio di libera concorrenza? Con quale criterio specifico è stato selezionato il progettista salernitano? Era forse l'unico partecipante a una gara di fatto "invisibile" a tutti gli altri?
Mentre la città attende di capire il destino di una struttura potenzialmente cruciale per il territorio, l'iter amministrativo della piscina ex Bixio appare sempre più come l'emblema di un biennio buio. Un appalto fantasma che ora spetta agli ispettori del Ministero riportare alla luce, per capire chi – e perché – abbia deciso di muoversi in tale senso.