Un esercito fatto di generali e senza più soldati. Sembra essere questa la direzione surreale verso cui sta marciando il corpo di Polizia Municipale stabiese, spinto dalle discutibili priorità di alcune sigle sindacali e dalle ombre della passata gestione politica.
Mentre la città invoca maggiore sicurezza e controllo del territorio, le stanze del Comando sembrano concentrate su ben altre urgenze: le promozioni interne.
Le lamentele sulla cronica carenza di organico sono un ritornello che i cittadini stabiesi conoscono a memoria. È un allarme lanciato in modo sistematico con il quale, negli anni, si cercano di giustificare le falle nel sistema stabiese. Eppure, ignorando la realtà dei fatti, voci di corridoio sempre più insistenti confermano che uno dei principali sindacati di categoria l, dominus tra l'altro e trait d'union con la politica locale, starebbe (o stava) spingendo per avanzamenti di carriera. Infatti sarebbe stato pubblicato qualche giorno fa, scaduto da poco, un avviso di progressione interna al comando stabiese.
L'obiettivo? Promuovere 5 agenti della municipale al grado di ufficiali.
La matematica, in questo caso, è spietata e rivela il paradosso: l'operazione sottrarrebbe di colpo 5 unità operative al pattugliamento delle strade – un servizio già ridotto all'osso – per andare a infoltire una gerarchia di uffici già satura. Una lista lunghissima di tenenti, capitani e maggiori che continuerebbe ad allungarsi, a discapito della sicurezza reale e percepita dai cittadini.
A rendere il quadro ancora più critico è il tempismo politico di questa manovra. La procedura, scaduta da poco, dovrebbe passare ora sotto la lente di ingrandimento della triade commissariale che a giorni si insedierà a Palazzo Farneseha a seguito dello scioglimento dell'amministrazione Vicinanza per infiltrazioni camorristiche.
Questa progressione verticale, infatti, aveva tutto il sapore di un vero e proprio "contentino". Un premio costruito su misura per gli agenti considerati più "fidati" dalla passata giunta, piuttosto che una reale necessità organizzativa del corpo. Una gestione clientelare delle carriere che rischiava di mortificare il merito e, soprattutto, le reali esigenze della città.
Di fronte a questo scenario, sorge spontanea una domanda sul ruolo dei sindacati, o quantomeno di quella sigla che si è fatta promotrice di questa iniziativa.
Il compito di un sindacato dovrebbe essere quello di battere i pugni sul tavolo per pretendere nuove assunzioni, strumenti di lavoro adeguati e tutele per chi ogni giorno si consuma le suole sull'asfalto per garantire l'ordine pubblico.
Invece, ci si ritrova di fronte a logiche di palazzo, in cui si preferisce svuotare le strade per riempire le scrivanie, curando l'orticello delle promozioni per i "soliti noti".
Castellammare di Stabia non ha bisogno di nuove stellette appuntate al petto per compiacere gli amici degli amici. Ha bisogno di divise in strada, di viabilità gestita e di un corpo di Polizia Municipale che torni a essere un presidio sul territorio, non un feudo per giochi di potere interni.