Stabia Beach, ditte vicine ai clan a gestire l’arenile

La scelta di lasciare campo libero all’arenile stabiese, dopo il ritorno della balneabilità, non si è rivelata una scelta furba. Anzi, a giudicare da quanto trapela sul contenuto della relazione della commissione d’accesso, che ha determinato lo scioglimento del consiglio comunale di Castellammare di Stabia, ha teso la mano a ditte vicine a esponenti di camorra.

Stabia Beach

E’ il caso di Stabia Beach, la società che si è inventata il noleggio itinerante di lettini e ombrelloni. Approfittando del vuoto determinato dalle scelte dell’amministrazione, ha messo in piedi un’attività anche molto apprezzata dai bagnanti. Prezzi modici e servizio impeccabile.
Peccato che questa ditta sarebbe intestata alla moglie di un pregiudicato di camorra, condannato in via definitiva oltre un decennio fa perché appartenente al clan Esposito di Santa Maria la Carità. Lo scrivono gli 007 inviati dal Viminale all’inizio di quest’anno.

Non è solo questo, perché le attenzioni della commissione d’accesso si è incentrata sui controlli “blandi” della macchina amministrativa e in particolare della polizia municipale sulla ditta dello Stabia Beach. Sì, perché nel corso dei vari controlli, nei quali era stato identificato il pregiudicato, non si era proceduto al sequestro delle attrezzature già posizionate in spiaggia prima dell’arrivo dei bagnanti. Né era stata comunicata alcuna notizia di reato all’autorità giudiziaria. Nella relazione si parla proprio di “una condotta, da parte del personale di polizia municipale, omissiva” e ancor più grave se si considera che abbia finito per agevolare “un esponente della criminalità organizzata”.

Dopo svariati controlli, in ogni caso, la ditta Stabia Beach ha presentato una nuova scia abbandonando l’idea del noleggio itinerante, che inizialmente consisteva nel trasporto e ricovero di attrezzature da spiaggia in un furgone parcheggiato negli stalli della sosta a pagamento. Si apre un negozietto dove si può prenotare il noleggio di lettini e ombrelloni, ma il locale non riceve il via libera definitivo per operare con quel tipo di attività. La ditta però ha continuato ad operare, come scrivono i commissari, in maniera indisturbata, “agevolando in tal modo imprenditori vicini ad ambienti camorristici”.

L'affidamento diretto

C’è poi un altro aspetto che si evidenzia nella relazione: l’affidamento diretto per l’allestimento della spiaggia libera nel 2025. “E’ emerso un quadro di estrema criticità riguardante la gestione dei servizi sull’arenile comunale” è quanto sostengono gli 007 inviati dal Viminale.

Il riferimento è alla ditta di Castellammare che ha avuto in appalto i sevizi per la fruizione della spiaggia libera cittadina nel corso della stagione balneare 2025, essendosi aggiudicata una gara per la fornitura di 3 blocchi bagno/cabine, vigilanza serale e sorveglianza bagnanti per un importo di € 134.145,80.

I commissari contestano non solo l’affidamento diretto, ma soprattutto evidenziano le frequentazioni “pericolose” del titolare della ditta con esponenti del clan Matrone di Scafati e D’Alessandro di Castellammare.

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