"Incurante e superficiale nella gestione degli uffici, ostinato a rimanere al comando". È questo l'identikit di Vicinanza tracciato dagli ispettori inviati dalla Prefettura. Lo scioglimento per infiltrazioni camorristiche della giunta Vicinanza ha dato un forte scossone alla politica stabiese. Dalla relazione inviata al Prefetto al termine del periodo ispettivo della Commissione d'Accesso emerge uno spaccato che non lascia dubbi: la città avrebbe potuto reagire e risollevarsi se Vicinanza si fosse dimesso.
Nel periodo successivo alle notizie di reato che hanno coinvolto anche la compagine di governo cittadino, la scelta più saggia da parte del sindaco Vicinanza sarebbe stata quella di rassegnare le dimissioni. Ripensando alla vicenda, il dibattito sulle dimissioni di Gennaro Oscurato, il consigliere indagato perché ritenuto uno degli anelli di congiunzione tra politica e camorra, è andato avanti per oltre un mese, fino a quando lo stesso Oscurato ha deciso di lasciare l'incarico.
Nel frattempo, Vicinanza, al di là di qualche proclama e di alcuni comunicati, non ha messo in campo alcuna azione concreta. E non è l'unico episodio, come vedremo più avanti.
Alla luce della relazione della Commissione d'Accesso, oggi emerge un elemento che induce a riflettere: le dimissioni del sindaco avrebbero potuto rappresentare una strada per evitare lo scioglimento dell'amministrazione. Un filo logico, in questa ricostruzione, sembra esserci. Oscurato si è dimesso, ma Vicinanza è rimasto alla guida della città continuando a governare anche grazie ai voti della maggioranza di cui Oscurato aveva fatto parte. Nei fatti, nulla è cambiato.
Sono gli stessi ispettori inviati dalla Prefettura a evidenziarlo, sottolineando che, nonostante le pressioni provenienti anche dal Partito Democratico affinché rassegnasse le dimissioni, Vicinanza ha scelto di proseguire per la propria strada, fino a quando il Consiglio dei Ministri ha posto fine all'esperienza della giunta Vicinanza disponendone lo scioglimento.