E' salvo grazie alla sinergia tra WWF, Comune e proprietaria lo storico esemplare arboreo di Pino domestico che vegeta in una proprietà privata al confine della spiaggia del Pezzolo nel Comune di Vico Equense. Con i suoi 18 metri di altezza, oltre 3 metri di circonferenza e un’età stimata di 120 anni, quel pino costituisce senza ombra di dubbio, anche per la forma sinuosa del tronco modellata dal vento, un elemento indiscutibile del paesaggio e della geografia dei luoghi, assumendo un enorme valore naturalistico e paesaggistico.
Grazie alla sinergia tra il primo cittadino, l’amministrazione comunale e la proprietaria del fondo, si è valutato finalmente di seguire le indicazioni tecniche fornite dal WWF e di intervenire sulla falesia con opere di “protezione corticale” con geostuoia armata con funi metalliche ed ancorata con barre auto-perforanti - iniettate con malta cementizia - per favorire l’attecchimento della vegetazione e la salvaguardia delle essenze erbacee ed arboree.
Inoltre la dott.ssa Flora Beneduce ha dato incarico ad uno specialista della GEA per sottoporre il pino al trattamento endoterapico contro la cocciniglia (Toumeyella parvicornis), come richiesto dal Decreto 3 giugno 2021, e garantire nel tempo la salute della pianta.
“Non possiamo che essere felici per la soluzione adottata – conclude Claudio d’Esposito - che è riuscita a conciliare la messa in sicurezza del versante con la salvaguardia di un pezzo di storia e di paesaggio dell’intero territorio di Vico Equense rappresentato dal secolare Pino, come sottolineato dalla stessa Soprintendenza che, nella nota inviata al Comune a febbraio, scriveva “l’esemplare arboreo, per dimensioni, collocazione dominante e vetustà stimata, costituisce elemento strutturante del quadro percettivo costiero e concorre alla configurazione storicizzata dell’assetto paesaggistico dei luoghi. Ora non resta che attendere la Regione Campania per l’apposizione del vincolo monumentale che concorrerà a dare valore ulteriore al grande albero e alla stessa proprietà privata che, alla fine, ha inteso salvaguardare la pianta e la sicurezza pubblica, proprio mentre a poche centinaia di metri dai lavori di messa in sicurezza in corso, una slavina di terreno crollava sulla spiaggia riaccendendo i riflettori della cronaca locale sul rischio geologico dell’intera area.”