Svolta nelle indagini sulla morte della donna di circa 75 anni trovata senza vita e bruciata nella giornata di ieri, 28 agosto, all’interno della sua abitazione a Gragnano.
Nella notte tra il 28 e il 29 agosto, la Procura della Repubblica di Torre Annunziata ha disposto il fermo della figlia convivente della vittima, al termine dell’interrogatorio condotto dal pubblico ministero di turno esterno intervenuto sul posto. A carico della donna, secondo quanto comunicato dalla Procura, sarebbero emersi gravi indizi di colpevolezza per il delitto di omicidio volontario della madre.
Le prime attività investigative svolte dai carabinieri avrebbero portato a una ricostruzione secondo la quale la figlia, verosimilmente affetta da problemi psichici che dovranno essere accertati compiutamente, avrebbe cercato di dare fuoco all’abitazione della madre. In particolare, avrebbe prima tagliato il tubo del gas, provocando una fuoriuscita, e successivamente generato un principio di incendio che avrebbe investito la donna, causandone la morte.
Nei confronti dell’indagata si procede anche per il reato di tentato incendio.
La salma è stata messa a disposizione dell’autorità giudiziaria, mentre l’abitazione è stata posta sotto sequestro per consentire ulteriori accertamenti e ricostruire con precisione la dinamica dei fatti.
Il fermo è stato disposto nella fase iniziale delle indagini e dovrà ora essere sottoposto alla valutazione del giudice per le indagini preliminari (GIP) ai fini dell’eventuale convalida.
La Procura sottolinea inoltre che, in ossequio al principio costituzionale della presunzione di non colpevolezza, l’indagata non può essere ritenuta colpevole fino a una sentenza definitiva.