La Juve Stabia cade a Palermo ma convince: le certezze e le sorprese delle Vespe

La Juve Stabia torna da Palermo con una sconfitta, ma con tante certezze. E soprattutto con la consapevolezza di aver fatto sudare le fatidiche sette camicie alla corazzata di Pippo Inzaghi. Sembra quasi non risentire della rivoluzione estiva la squadra di De Giorgio, giocandosela alla pari con i rosanero e mantenendo per gran parte della gara il pallino di gioco. Eppure la partita non parte con i migliori auspici. Dopo i primi quattro minuti di gioco sembra di rivedere lo stesso copione horror di Frosinone, dando la sensazione di un'altra giornata no. E invece la Juve Stabia non solo si rialza, ma crea palle gol, al cospetto dell'unica fiammata del Palermo (di Johnsen) nelle battute iniziali costata casa alle vespe. Un lampo che vale l'1-0 e una nuova partita insieme alita per la Juve Stabia. La squadra di De Giorgio inizia a macinare gioco, possesso palla, si fa vedere con Candellone, con la giusta cattiveria in campo  e poca lucidità nell'area palermitana. Poi ritorna in cattedra l'undici di Pippo Inzaghi, che in almeno due occasioni sfiora il raddoppio, colpendo anche una traversa. In questi casi ci mette una pezza Boer, che lancia un segnale alla società per sospendere la ricerca di un nuovo portiere sul mercato. La Juve Stabia nel secondo tempo fa tremare gli oltre 32mila spettatori del Barbera. Domina in lungo e in largo. Il Palermo soffre e si difende con i denti. Entrano i nuovi acquisti: Karic, Artioli, Douglas. Danno una nuova spinta e subito entrano in partita. Tanto che nel finale è Karic ad avere la palla gol per il pareggio, ma prima ancora Artioli confeziona un asset al bacio per Patanè che vede infrangere il sogno di un esordio con gol in serie B davanti al palo interno colpito nel finale di gara. Finisce così. Con il Palermo che soffre ma vince, la Juve Stabia gioca e convince, anche se torna a casa senza punti. Le certezze iniziano ad essere diverse. Gli ultimi acquisti sembrano già entrati bene nel gruppo, Buglio e Pierobon restano due pilastri del centrocampo stabiese. Super prestazione anche per Boer, che a questo punto potrebbe rappresentare il vero acquisto tra i pali, senza dover ricorrere ad altri rinforzi. Per sostituire Confente si candida seriamente Boer. Quello che manca è la concretezza in attacco. Serve il fatidico bomber da doppia cifra per non rendere vano il lavoro fatto finora da De Giorgio.  

Palermo (4-2-3-1): Fortin; Cassandro (28’s.t. Peda), Bani, Ceccaroni, Augello; Ranocchia (20′ s.t. Estevez), Segre; Vavassori (20′ s.t. Strefezza), Hernani, Johnsen (40′ s.t. Gyasi); Pohjanpalo (40′ s.t. Le Douaron). A disposizione: Nespola, Balaguss, Gomes, Bozzolan, Barba, Magnani. All. Inzaghi.

Juve Stabia (4-3-3): Boer; Ricciardi, Bettella, Bellich, Scuderi (22′ Douglas); Battistella (22′ s.t. Karic), Buglio (30′ s.t. Artioli), Pierobon; Patanè (40′ s.t. Sandrucci), Candellone, Piscopo (30′ s.t. Fernandes). A disposizione: Vukovic, Baldi, Perin, Pietrangeli, Caccavo, Maistro, Maggioni. All. De Giorgio.

ARBITRO: Giuseppe Collu di Cagliari. ASSISTENTI: Alex Cavallina di Parma e Mattia Regattieri di Finale Emilia. IV UFFICIALE: Ferdinando Emanuel Toro di Catania. VAR: Francesco Cosso di Reggio Calabria. AVAR: Matteo Gariglio di Pinerolo.

MARCATORI: 5′ Johnsen (P)

AMMONITI: Cassandro (P) Segre (P) Augello (P) Gyasi (P) Sandrucci (J)

CORNER: 5-6

Recupero: p.t. 2′ – s.t. 6′

SPETTATORI: 32.106 di cui 17.004 abbonati. Incasso non comunicato. Settore Ospiti chiuso su richiesta del Gos.

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