Castellammare, l’ex comandante Del Gaudio si difende dal fango: “Ecco la mia verità”
Riceviamo e pubblichiamo una lettera dell'ex comandante della polizia municipale Francesco Del Gaudio:
Scrivo la presente per invitare gli organi di stampa a cessare la distorta campagna diffamatoria che sta denigrando me e, di riflesso, la mia famiglia. Ho già conferito mandato ai miei avvocati Vincenzo Capuano e Gennaro Maresca affinchè tutelino la mia persona, la mia onorabilità e la mia professionalità.
In primis mal si comprende quale sia la fonte della suddetta campagna diffamatoria, anche in ragione del fatto che l’unico atto pubblico è il decreto di scioglimento del consiglio comunale del Comune di Castellammare di Stabia pubblicato con Gazzetta Ufficiale n.203 del 02 Settembre 2026; eppure si pubblicano e sono stati pubblicati in questi mesi, presunti passaggi contenuti nella relazione della commissione di accesso.
La divulgazione di siffatti passaggi, coperti da segreto di ufficio, integra una violazione normativa di inaudita gravità; anche questo aspetto sarà portato alla valutazione dell’Autorità Giudiziaria.
In questa sede intendo chiarire, in modo categorico e inequivocabile la assoluta falsità di quanto mi viene addebitato.
Quanto sono costretto a subire è intollerabile: divulgazione su organi di stampa, su carta e online di vicende strettamente personali e sentimentali, ricostruzioni false su fatti intimi, sensibili e strettamente privati! Il tutto è divenuto oggetto di dibattito pubblico, la mia vita privata “spiattellata” sui social, con i conseguenti commenti screditanti della mia onorabilità e delle persone coinvolte.
Il tutto travalica il legittimo diritto di cronaca, andando a ledere la privacy delle persone, la serenità delle famiglie! La «barbarie informativa» a cui sono stato sottoposto mi impone fermi chiarimenti. Sia la mia ex moglie che la mia attuale compagna sono due donne incensurate, e già considerare le stesse “veicolo di connivenza” per addebitarmi una frequentazione e contiguità con i clan camorristici dovrebbe far riflettere non poco sulla veridicità della vicenda. Ma vi è di più, la separazione con la mia ex moglie è avvenuta già nel 2016 per poi definitivamente divorziare nel 2020 e, come si evince da una semplice anagrafica, non risulto più residente con lei dal settembre 2016 (ben 10 anni orsono).
La narrazione diventa ancora più paradossale in rapporto alla mia attuale compagna, che sulla base di una informativa segretata (non pubblicabile e non pubblicata), riservata e comunque errata, risulterebbe, cosi come riportata dalla stampa, “allo stato ancora coniugata” con l’ex marito e “la permanenza formale di tali legami di affinità e parentela con esponenti di spicco delle consorterie criminali locali” definirebbe “un quadro di potenziale permeabilità ambientale”.
Ebbene giova precisare, a scanso di ogni equivoco che la mia attuale compagna è separata dal 2016 e “formalmente” divorziata con sentenza n. R.G.V.G. 486/2024 del 09/07/2025, cosi come risulta dallo stato civile del Comune di Pompei a partire dal 25/07/2025.
Il divorzio giungeva dopo aver trascorso nove anni conflittuali a suon di querele con l’ex marito, che sono sfociate in processi ancora in corso, come testimoniano gli atti, e che il suo ex suocero, a cui viene collegato il sottoscritto, è venuto a mancare nel 2010, (ben 16 anni orsono), e che pertanto mai avrebbe potuto rientrare tra le conoscenze dello scrivente.
Inoltre, non vi è un solo atto contestato, un fermo di polizia o quant’altro che testimonierebbe frequentazioni o connivenze del sottoscritto con le “consorterie criminali” e pertanto respingo con fermezza questa macchina del fango costruita al solo scopo di diffamarne l’immagine personale e di tutto il Corpo di Polizia Municipale.
Altra narrazione tendenziosa ed estremamente pericolosa riguarda la vicenda in cui vengo menzionato per la restituzione della patente ad un pregiudicato, omettendo preordinatamente che tale evento si è verificato nel giugno 2021 quando il sottoscritto non era né il Dirigente, né il Comandante della Polizia Municipale, ma ero tornato nel Comando stabiese da appena un mese dopo l’esperienza presso il Comune di Benevento e che, quando ho appreso la notizia, ho messo in campo ogni attività riconducibile ai miei doveri nonostante l’evento fosse avvenuto in epoca diversa.
Fermo restando che vi è ancora un’indagine in corso e che la responsabilità penale, laddove accertata, è personale, la stessa e non addebitabile né al Comandante della Polizia Municipale e né al Corpo di Polizia Municipale di Castellammare di Stabia.
Ancora, non vi è un solo passaggio nel decreto a firma del Presidente della Repubblica del 16 luglio 2026 notificato all’ente, che cita il sottoscritto, tra i motivi dello scioglimento, ma per ragioni del tutto oscure, tale informazione non è stata mai riportata.
Stupisce la suddetta circostanza, tuttavia si è preferito diffamare e gettare fango sulla figura del sottoscritto e sul Corpo di Polizia Municipale di Castellammare di Stabia.
Ho subito e sto subendo un vortice di calunnie e diffamazioni che mai si è arrestato, dimenticando che dietro un uomo e una divisa, che porto con onore, vi sono famiglie, mogli, compagne, ragazzi e bambini che vedono sbattute in prima pagina vicende che hanno già segnato la loro vita.
Il diritto di fare informazione è sacro, ma lo stesso DEVE rispondere ai principi di verità e continenza, le notizie vanno accertate e verificate prima della loro pubblicazione! La mia persona e la mia famiglia sono stati esposti ingiustamente alla lapidazione dell’opinione pubblica, gli organi di informazione hanno dimenticato che tra le persone colpite vi sono figli, bambini, che non hanno difese emotive formate per tollerare situazioni così pesanti.
Respingo fermamente ogni strumentalizzazione, diffamazione e calunnia perpetrata ai miei danni, e diffido formalmente chiunque dal persistere nella diffusione di notizie destituite di fondamento o coperte da segreto, nonché nell'agevolare la prosecuzione di un linciaggio morale intollerabile, chiedendo la pubblicazione del seguente comunicato. A tal fine, ribadisco di aver conferito mandato ai miei legali per la tutela, in tutte le sedi, della mia onorabilità e della mia reputazione.