Una discarica abusiva nel piazzale delle Nuove Terme. Sacchi neri e bianchi pieni di rifiuti, cartoni, bottiglie di plastica, barattoli, lattine e persino ingombranti abbandonati direttamente sul terreno. È la fotografia contenuta nell’ordinanza commissariale numero 25 del 3 settembre 2026, con la quale la Commissione straordinaria del Comune di Castellammare di Stabia ha imposto alla Regione Campania, proprietaria dell’area, di intervenire con urgenza per rimuovere i rifiuti e ripristinare lo stato dei luoghi.
Il provvedimento arriva dopo un sopralluogo effettuato il 1° settembre dal Settore V – Area Ambiente e Servizio Ciclo Integrato dei Rifiuti. L'ispezione ha certificato la presenza di rifiuti illecitamente abbandonati in diversi punti del piazzale antistante l’ingresso delle Nuove Terme, sul lato sud dell’area di proprietà regionale. Una situazione che, secondo quanto messo nero su bianco nell’ordinanza, ha assunto le caratteristiche di una vera e propria «discarica abusiva».
La Commissione straordinaria definisce la situazione di degrado come una condizione di elevata precarietà ambientale, tale da determinare un concreto rischio di inquinamento del suolo, del sottosuolo e dell’aria. L’incuria, inoltre, potrebbe favorire la proliferazione di insetti, parassiti e animali, con possibili conseguenze sul piano igienico-sanitario.
Il Comune richiama anche il Codice dell’Ambiente, ricordando che l’abbandono e il deposito incontrollato di rifiuti sono vietati e che, nei casi previsti dalla legge, il responsabile e i soggetti obbligati possono essere chiamati alla rimozione dei rifiuti e al ripristino dell’area.
L’ordinanza individua nella Regione Campania, attraverso la Direzione Generale Risorse Strumentali – Demanio e Patrimonio, il soggetto proprietario dell’area. Il provvedimento ricorda che i complessi immobiliari dell’Hotel delle Terme e delle Nuove Terme sono entrati nel patrimonio regionale con decreto del febbraio 2024, a seguito del trasferimento disposto dal Tribunale di Torre Annunziata.
La richiesta della Commissione straordinaria è perentoria: gli interventi dovranno essere adottati «ad horas» e comunque entro un massimo di sette giorni dalla notifica dell’ordinanza. La Regione dovrà procedere alla rimozione dei rifiuti, alla bonifica dell’area interessata e al ripristino dello stato dei luoghi, nel rispetto delle procedure previste per la caratterizzazione e lo smaltimento dei materiali. Dovrà inoltre comunicare al Comune l’avvenuta esecuzione degli interventi e produrre la documentazione relativa al corretto smaltimento o recupero dei rifiuti.
A vigilare sull’esecuzione saranno il Nucleo di Polizia Ambientale della Polizia Municipale e il settore comunale competente per il ciclo integrato dei rifiuti. In caso di mancata ottemperanza, sarà proprio il Comune a poter attivare l’esecuzione in danno per la rimozione dei rifiuti e la pulizia dell’area.
L’ordinanza è stata trasmessa, per conoscenza e competenza, anche alla Prefettura di Napoli, all’ASL Napoli 3 Sud, alla Guardia di Finanza, ai Carabinieri Forestali, alla Città Metropolitana di Napoli, all’ARPAC e alla Polizia Municipale, sezione di Polizia giudiziaria ambientale.
Se non arriverà l’intervento, Palazzo Farnese è pronto a procedere direttamente, presentando poi il conto alla proprietà.