È stato arrestato e condotto in carcere un uomo di 67 anni, destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Napoli. L’uomo è gravemente indiziato, secondo quanto riferito dalla Procura, di violenza sessuale pluriaggravata, produzione di materiale pedopornografico e corruzione di minorenne, reati che sarebbero stati commessi ai danni del proprio nipote.
I fatti contestati risalirebbero al periodo compreso tra i dieci e i quindici anni della vittima.
L’indagine è stata condotta dalla IV sezione Minori della Squadra Mobile di Napoli, nell’ambito della sezione specializzata della Procura dedicata alla violenza di genere e alla tutela delle fasce deboli. Gli accertamenti sono scattati dopo la denuncia presentata dai genitori del minore, che sarebbero venuti a conoscenza delle violenze grazie alle confidenze raccolte da un tutor extrascolastico.
Nel corso delle investigazioni sono state svolte intercettazioni, copie forensi dei telefoni cellulari utilizzati dall’indagato e dalla vittima, ascoltate numerose persone informate sui fatti ed effettuate consulenze tecniche mediche. Gli investigatori hanno inoltre eseguito un’ispezione personale sull’uomo.
Secondo la ricostruzione della Procura, dagli accertamenti sarebbero emersi gravi indizi di colpevolezza a carico del 67enne, che avrebbe approfittato delle condizioni di inferiorità fisica e psichica del nipote per indurlo a subire e compiere ripetuti atti sessuali.
Un elemento evidenziato dagli inquirenti riguarda anche il rapporto di fiducia tra l’uomo e il minore. Lo zio, infatti, era incaricato di aiutarlo nello svolgimento dei compiti scolastici.
All’uomo vengono inoltre contestati i reati di pornografia minorile e corruzione di minorenne. Secondo l’ipotesi accusatoria, avrebbe realizzato fotografie del nipote anche durante atti sessuali, producendo materiale pedopornografico, e gli avrebbe mostrato materiale pornografico raffigurante ragazzi impegnati in atti sessuali.
Alla luce della gravità delle contestazioni, il gip ha disposto la custodia cautelare in carcere.