"Il diritto alla salute è un diritto costituzionale sacrosanto, ma evidentemente ciò non vale per Castellammare di Stabia e, più in generale, per la Regione Campania". È un attacco diretto quello lanciato dal coordinamento cittadino di Fratelli d’Italia, che interviene sullo stato della sanità pubblica e sulle difficoltà che, secondo il partito, continuano a penalizzare cittadini e operatori sanitari.
Nel comunicato, Fratelli d’Italia denuncia un sistema sanitario regionale che, a suo giudizio, sarebbe troppo spesso condizionato da logiche politiche e interessi che rischiano di mettere in secondo piano le esigenze della collettività. Una situazione che, secondo il partito, si rifletterebbe nell’organizzazione dei servizi, nelle carenze delle strutture e nelle difficoltà quotidiane di chi ha bisogno di cure. Il coordinamento riconosce il valore dei medici campani, definiti in molti casi vere eccellenze nelle rispettive specializzazioni, ma sottolinea come non sempre vengano messi nelle condizioni di svolgere al meglio il proprio lavoro.
La nota richiama anche le recenti vicende giudiziarie e i tragici episodi che hanno acceso i riflettori sul settore sanitario, sostenendo che da tali vicende emergerebbero elementi meritevoli di attenzione rispetto ai rapporti tra politica, affari e sanità. Il partito ribadisce, tuttavia, la necessità di rispettare la presunzione d’innocenza. L’attenzione si concentra poi sulla realtà stabiese, dove, secondo Fratelli d’Italia, il legame tra politica e sanità avrebbe radici lontane. Nel comunicato vengono richiamati anche episodi degli anni Ottanta e il fenomeno delle cosiddette «liste dei medici», con riferimento al coinvolgimento di professionisti sanitari nelle competizioni elettorali e alla raccolta di consensi a sostegno di candidati del centrosinistra.
Secondo il coordinamento cittadino, è arrivato il momento di interrompere ogni possibile commistione tra consenso elettorale e gestione della sanità pubblica, affinché gli ospedali tornino a essere esclusivamente luoghi di cura e assistenza. Un appello che si accompagna alla denuncia delle difficoltà affrontate quotidianamente dai cittadini, tra liste d’attesa interminabili, prenotazioni complesse e strutture che, secondo il partito, risultano sempre più carenti e depotenziate.
Particolarmente dura la presa di posizione sulle condizioni del Pronto soccorso dell’ospedale di Castellammare di Stabia, indicato nel comunicato come uno dei simboli delle criticità del sistema sanitario regionale. Fratelli d’Italia parla di un’esperienza assistenziale estremamente problematica, precisando che le difficoltà non sarebbero imputabili ai pochi operatori sanitari in servizio, spesso costretti a lavorare in condizioni difficili.
Il timore espresso dal partito è che il progressivo indebolimento della sanità pubblica possa favorire un ricorso sempre maggiore alle strutture private, con conseguenze pesanti soprattutto per le famiglie che non possono sostenere i costi di visite specialistiche e prestazioni a pagamento. "Accedere a cure mediche diventerà sempre più un lusso" è l'allarme lanciato dal coordinamento, che richiama la necessità di garantire a tutti i cittadini un'assistenza adeguata, indipendentemente dalle disponibilità economiche.
Nel mirino finiscono anche le istituzioni regionali, alle quali spettano la programmazione, il finanziamento e l'organizzazione dell'offerta sanitaria. Fratelli d'Italia chiama direttamente in causa il presidente della Regione Campania e l'assessore competente, chiedendo risposte concrete e interventi capaci di affrontare le criticità denunciate. Il partito sollecita un cambio di passo che metta al centro la tutela della salute e le esigenze dei territori, a partire dall'ospedale stabiese.
"L'ospedale di Castellammare di Stabia non può più essere trattato come un serbatoio elettorale", afferma il coordinamento cittadino, che conclude la propria presa di posizione con un appello deciso: "Fratelli d'Italia di Castellammare di Stabia dice basta". La richiesta è che la sanità pubblica torni a essere una priorità assoluta dell'agenda politica regionale, affinché il diritto alle cure sia garantito a tutti e non diventi un privilegio riservato a chi può permettersi di rivolgersi al privato.