Scotto: “Castellammare ha bisogno di ripartire dal basso, ascoltando la città”
Legalità, alleanze progressiste, rapporto con i quartieri e rilancio del territorio. A due mesi dall’inizio del suo incarico come commissario cittadino del Partito Democratico, Arturo Scotto lavora ad aprire una fase di ricostruzione politica per il Pd stabiese, dopo il secondo scioglimento del Comune per infiltrazioni camorristiche. Un percorso che punta a ricucire il rapporto con la città, riattivare il confronto interno al partito e costruire una proposta politica fondata sulla legalità e sulla giustizia sociale.
Da due mesi e’ a Castellammare, onorevole Scotto, come commissario cittadino del Pd, che bilancio fa di questa esperienza? Che città ha trovato?
Un bilancio è prematuro. Il mio compito è riavviare una discussione nel partito che è mancata da due anni e ricostruire un rapporto con settori della città perché lo choc del secondo scioglimento è enorme. E’ un lavoro che va fatto con pazienza e umiltà. Castellammare ha bisogno innanzitutto di chi si occupi delle piccole cose, di ripristinare una vivibilità che è stata tralasciata, di far emergere le energie che ci sono. Una settimana fa duemila studenti hanno sfilato a difesa della scuola pubblica e contro il carovita. Una marea improvvisa, non sappiamo chi sono e come la pensano sulla città e sul loro futuro e sul destino di Castellammare. Dobbiamo provare ad interloquirci e ascoltarne le esigenze con umiltà senza volontà egemoniche, ma con la curiosità di chi non ha una ricetta pronta in tasca. Le pare poco?
Castellammare è stata sciolta per due volte per infiltrazioni camorristiche. Da dove si riparte?
Innanzitutto non rimuovendo il fatto banale che la camorra esiste, che fa affari, che ha una potenza culturale in grado di affascinare un pezzo delle giovani generazioni, che continua a infiltrare la vita pubblica. Mi sembra che questo tema non sia stato assunto da tutti. Noi abbiamo chiesto scusa e ci prendiamo anche le responsabilità che non sono nostre. Bisogna dire una cosa chiara: per noi la camorra è il principale impedimento a qualsiasi forma di riscatto sociale. E siccome siamo nati per difendere le classi popolari, non saremo mai ambigui con chi con la camorra ci sguazza. Troverà un nemico nel Pd e nei progressisti. Questo vorrei che fosse chiaro. Sarà chiarissimo soprattutto quando presenteremo le liste e con chi faremo alleanze. Mai più liste preconfezionate per eleggere una sola persona in nome di interessi opachi o in rappresentanza esclusiva di sé stessi.
Sui social il magistrato Nicola Russo ha lanciato l’idea di una candidatura al femminile. Che cosa ne pensa?
Mi sembra una discussione prematura. Concentriamoci sui problemi, costruiamo il profilo di una coalizione della legalità e della giustizia sociale, apriamo campagne di ascolto. Non partiamo come sempre dalla testa, facciamo un’operazione dal basso. Castellammare ha risorse straordinarie intellettuali e morali. Vanno riattivate.
A che tipo di alleanza pensa per le prossime elezioni amministrative?
Intanto la novità è che le forze progressiste si sono viste e hanno prodotto un documento. Insieme collaboreranno con i commissari, gli porteranno proposte e ascolteranno le forze produttive, il mondo del lavoro, l’associazionismo. In molti scommettevano sull’isolamento del Pd e invece stiamo già collaborando con M5S, Avs, Italia Viva, PSI, Per, Democratici e Progressisti. Sicuramente non bastiamo a noi stessi, non abbiamo pretese di autosufficienza ma nessuno può fare a meno di questo nucleo di forze che insieme sfideranno Giorgia Meloni tra pochi mesi per il Governo del paese.
Che rapporto intende costruire il Pd con i quartieri di Castellammare, che sono da tempo i grandi assenti dal dibattito cittadino?
Il 9 novembre faremo una grande assemblea aperta alla città. Da lì partirà il nostro viaggio per la città. Abbiamo fatto un seminario sulle ragioni dello scioglimento il mese scorso, oggi abbiamo bisogno di fare un lavoro prima ancora che di proposta, di prossimità e di ascolto nei quartieri più in difficoltà. Entro fine anno li attraverseremo tutti senza paura di prenderci critiche.
Quali sono le tre priorità sulle quali lavorare da subito?
Fincantieri: ho presentato una interrogazione al Governo. Basta annunci, ci devono dire se intendono investire davvero per rilanciare il cantiere.
Spiagge pubbliche: la balneabilità è stata una conquista del Pd, ora bisogna rapidamente dare un segnale a chi chiede il diritto all’accesso garantito dalla legge.
Riassetto idrogeologico in un territorio attraversato da troppe ferite. Bisogna passare dalla protezione civile al principio della prevenzione civile. Investire prima significa salvare vite, tutelare il territorio e risparmiare danaro pubblico.
Il Pd cittadino andrà al congresso?
Certamente. Entro i primi mesi del prossimo anno spero di poter chiudere una pagina troppo lunga di commissariamento. Castellammare ha gruppi dirigenti in grado di costruire in autonomia una linea, una coalizione, una leadership. Per troppi anni si è deciso anche sulla loro testa. E’ ora di dire basta. La sinistra stabiese ha storia, competenze, passioni per farcela da sola. E io ho molta fiducia nei militanti del Pd.