Sorrento, sequestrato il Sedil Dominova
Sequestrato il Sedil Dominova, storico edificio situato nel cuore del centro storico di Sorrento e risalente al XIV secolo. Il provvedimento è stato eseguito nella giornata odierna dai militari della Capitaneria di Porto – Guardia Costiera di Castellammare di Stabia, insieme al personale della Guardia di Finanza della Stazione Navale di Napoli, in attuazione di un decreto emesso il 16 ottobre 2026 dal Tribunale di Napoli, Sezione del Riesame.
Il sequestro preventivo è stato disposto in accoglimento dell’appello presentato dalla Procura della Repubblica contro il precedente rigetto del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Torre Annunziata. Al centro della vicenda vi è l’ipotesi di reato prevista dagli articoli 633 e 639-bis del Codice penale, relativa all’invasione di terreni o edifici pubblici.
L’operazione rappresenta l’esito di un’attività investigativa coordinata dalla Procura di Torre Annunziata, che ha ricostruito le circostanze legate all’occupazione dell’edificio, di proprietà del Comune di Sorrento e sottoposto a vincolo di tutela storico-artistica, da parte della Società Operaia di Mutuo Soccorso, associazione privata operante sul territorio.
La vicenda si inserisce in un contrasto interno all’amministrazione comunale, che avrebbe coinvolto la dirigenza amministrativa e la gestione commissariale straordinaria, con posizioni divergenti sulle modalità di utilizzo e di assegnazione dell’immobile.
Secondo quanto ricostruito nell’ordinanza del Tribunale del Riesame, la persistente occupazione del Sedil Dominova era stata segnalata dal dirigente dell’Ufficio Patrimonio del Comune attraverso note del 30 marzo e del 3 aprile 2026.
Il dirigente aveva avviato le procedure per ottenere il rilascio dell’edificio, con l’obiettivo di destinarlo a iniziative culturali attraverso modalità di utilizzo improntate a criteri di rotazione, trasparenza e pubblicità. Alla società era stata notificata una messa in mora, con l’intimazione a lasciare l’immobile entro dieci giorni, seguita da una diffida formale.
La Società Operaia di Mutuo Soccorso aveva tuttavia contestato la richiesta, rifiutando di riconsegnare il bene e ritenendo illegittimo il provvedimento.
Nel frattempo, il 25 marzo 2026, era intervenuto il sub commissario straordinario, sostenendo che la diffida del dirigente non fosse conforme agli indirizzi della gestione commissariale. Secondo quanto riportato negli atti, l’indicazione sarebbe stata quella di predisporre un regolamento per consentire alla stessa associazione di occuparsi della guardiania dell’immobile, prevedendone l’utilizzo anche da parte di altre associazioni e per iniziative cittadine di carattere non politico.
Il dirigente dell’Ufficio Patrimonio aveva replicato, trasmettendo una nota al commissario straordinario e al Prefetto di Napoli. Nella comunicazione aveva sostenuto la correttezza del proprio operato, richiamando sia gli indirizzi del 19 marzo 2026, che prevedevano l’utilizzo dell’edificio secondo criteri di rotazione, trasparenza e pubblicità, sia la normativa sulle competenze dei dirigenti e degli organi di indirizzo politico-amministrativo.
La contrapposizione era proseguita con un’ulteriore comunicazione del commissario straordinario, il quale aveva ribadito di aver disposto, il 19 marzo, la predisposizione di una convenzione con la Società Operaia di Mutuo Soccorso e di un disciplinare per regolamentare la rotazione nell’utilizzo dell’immobile da parte delle associazioni e delle organizzazioni del territorio.
Un passaggio rilevante è rappresentato dalla nota del 30 marzo 2026 dell’Ufficio legale del Comune, che avrebbe confermato l’occupazione abusiva del bene da parte dell’associazione, alla luce della scadenza del contratto di comodato del 23 dicembre 2021.
Nella ricostruzione contenuta negli atti figura anche la segnalazione del dirigente comunale relativa all’avvio, nei suoi confronti, di un procedimento disciplinare, senza che fosse indicata la contestazione. Il dirigente avrebbe inoltre riferito di aver subito pressioni per consentire alla società l’utilizzo dei locali senza il ricorso a una procedura di evidenza pubblica.
Sulla base degli elementi ricostruiti, il Tribunale del Riesame ha disposto il sequestro preventivo del Sedil Dominova con l’obiettivo di interrompere la prosecuzione della condotta contestata ed evitare un aggravamento delle sue conseguenze.
Il provvedimento restituisce centralità alla questione della gestione e della fruizione di uno degli edifici storici più rappresentativi di Sorrento, di proprietà pubblica e sottoposto a tutela storico-artistica.
Il procedimento si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari. Come precisato dalla Procura, resta fermo il principio costituzionale della presunzione di non colpevolezza: la persona indagata non può essere considerata colpevole fino all’eventuale pronuncia di una sentenza irrevocabile di condanna.