Santa Maria la Carità, sequestrata un’autofficina

Un’autofficina meccanica e motoristica sequestrata a Santa Maria la Carità per presunte violazioni della normativa ambientale. È il risultato di un’attività di controllo condotta il 4 novembre 2026 dai Carabinieri del Gruppo Carabinieri Forestale di Napoli, attraverso il Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale Agroalimentare e Forestale (NIPAAF), nell’ambito delle indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata per individuare e contrastare le cause dell’inquinamento del fiume Sarno e dei suoi affluenti.

Nel corso dell’ispezione, i militari hanno accertato che l’attività operava senza la necessaria autorizzazione agli scarichi. All’interno della struttura sono stati inoltre individuati rifiuti speciali, anche pericolosi, depositati senza contenitori idonei e senza etichettatura. I materiali risultavano miscelati tra differenti codici di classificazione e non tracciati, né attraverso il sistema RENTRI né mediante i formulari di identificazione dei rifiuti.

Ulteriori irregolarità sono state riscontrate nella gestione delle acque reflue. Secondo quanto accertato dagli investigatori, i reflui industriali provenienti dalla pavimentazione dell’officina, sprovvista di un adeguato sistema di raccolta, confluivano in un canale di scolo a cielo aperto, anch’esso privo di autorizzazione e di un impianto di disoleazione.

Alla luce delle violazioni riscontrate, è scattato il sequestro preventivo d’urgenza dell’intera officina, per una superficie di circa 110 metri quadrati. Il provvedimento ha riguardato anche tre automobili in corso di lavorazione e i rifiuti rinvenuti all’interno della struttura.

Le ipotesi di reato contestate riguardano lo scarico di acque reflue industriali senza autorizzazione, la gestione illecita di rifiuti speciali pericolosi e la miscelazione non consentita di rifiuti, in violazione degli articoli 137, 255 e 256 del decreto legislativo 152/2006.

Il sequestro si è reso necessario, secondo quanto spiegato dalla Procura, per impedire la prosecuzione delle condotte contestate ed evitare un ulteriore aggravamento delle conseguenze ambientali.

L’operazione si inserisce in un più ampio programma investigativo che vede impegnati i Carabinieri Forestali e altre Forze di polizia, con il supporto tecnico dell’ARPAC e sotto il coordinamento della Procura di Torre Annunziata. Le attività, tuttora in corso, puntano a individuare e rimuovere le fonti di inquinamento del fiume Sarno e dei suoi affluenti, attraverso controlli sistematici sulle aziende situate nell’intero bacino idrografico.

L’attività investigativa rientra nel Protocollo d’intesa sottoscritto il 17 dicembre 2025 dalle Procure della Repubblica di Avellino, Nocera Inferiore e Torre Annunziata, dalle Procure Generali delle Corti d’Appello di Napoli e Salerno, dall’ARPAC e dagli organi di polizia giudiziaria competenti in materia ambientale, con l’obiettivo di rafforzare il contrasto ai fenomeni di inquinamento del fiume Sarno e dei suoi tributari.

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