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Monte Faito in festa per San Michele: week end tra montagna e preghiera

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Al Santuario di San Michele il 27, 28 e 29 settembre si svolgeranno i pellegrinaggi e le celebrazioni eucaristiche per un momento dell’anno significativo per i fedeli e per chi ama la montagna. Un appuntamento che, quest’anno, si arricchisce di tanti momenti dedicati allo street food, ai percorsi naturalistici e allo spettacolo. Nell’edizione 2019 tante le sorprese messe in campo per una raccolta fondi finalizzata alla ristrutturazione del Santuario, luogo simbolo di Faito, realizzata grazie alla direzione di don Catello Malafronte e ad una vasta rete di volontari. “Stiamo assistendo ad una gara di solidarietà. Tante le persone che mettono a disposizione di questa iniziativa il loro tempo e tante le aziende che stanno partecipando con i loro prodotti. Un momento bello di partecipazione per il Santuario e per il Faito, a cui sono sicuro risponderanno moltissimi giovani e famiglie” dichiara don Catello Malafronte. A collaborare anche l’Eav che assicurerà più corse della funivia, mentre una navetta si occuperà del trasporto degli ospiti fino alla zona del Santuario e dell’Ostello. Nella giornata di domenica l’ultima corsa è prevista alle 21 e 50. Ricco il programma dell’evento che si concentrerà nei giorni di sabato, 28 settembre e domenica, 29 settembre, all’Ostello della Gioventù che accoglierà gli ospiti con una degustazione di sapori locali e momenti ludici. A curare la parte gastronomica gli chef di “Tobilì e i Cucinieri per casa” e l’associazione “Pizza Panuozzo” di Gragnano a partire dalle 12,30. A seguire il momento della musica e dell’intrattenimento affidato al dj Christian Apadula e alla musica live di con Fabio Savarese in entrambe le giornate. Domenica il calendario si arricchisce di altre proposte, a cominciare dalle dieci di mattina con la prima edizione della “Pedalata dei ciclisti di San Michele”. Un momento dedicato agli amanti della bicicletta nel percorso unico del Faito a cura dell’Associazione “ASD bitte e bike Stabia”. Poi un susseguirsi di sorprese e iniziative per bambini e adulti fino all’esibizione del comico Alessandro Bolide. “Staremo insieme divertendoci e contribuendo a completare la ristrutturazione del Santuario di San Michele. Vi aspettiamo in tanti” è l’invito che don Catello Malafronte rivolge a tutti.


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Riflessioni e commenti del Centro Studi Piero Calamandrei sugli aspetti giuridici ad oggetto la sentenza della Corte Costituzionale sul “Patrocinio a spese dello Stato per tutte le vittime di violenza sessuale”

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Riflessioni e commenti del Centro Studi Piero Calamandrei sugli aspetti giuridici ad oggetto la sentenza della Corte Costituzionale sul “Patrocinio a spese dello Stato per tutte le vittime di violenza sessuale”

Il 2021 si apre con una sentenza importantissima della Corte Costituzionale in tema di diritti delle donne e di tutte le vittime di violenza, la sentenza n. 1 dell’11 gennaio 2021. Con detta pronuncia la Consulta ha giudicato non fondata la questione di legittimità che aveva investito l’art. 76, comma 4 ter, del DPR n. 115 del 2002 (Testo unico in materia di spese di giustizia), nella parte in cui prevede l’automatica ammissione al patrocinio a spese dello Stato della persona offesa dai reati indicati nella norma medesima.
Trattasi dei delitti di cui agli artt. 572, 583 bis, 609 bis, 609 quater, 609 octies e 612 bis, nonché, ove commessi in danno di minori, dei reati di cui agli artt. 600, 600 bis, 600 ter, 600 quinquies, 601, 602, 609 quinquies e 609 undecies del codice penale, tra i quali rientrano i maltrattamenti in famiglia, le violenze sessuali e lo stalking.
La questione era stata sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 24, terzo comma, della Costituzione, dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale ordinario di Tivoli, secondo cui la norma consisteva in un automatismo legislativo di ammissione al beneficio al solo verificarsi del presupposto di assumere la veste di persona offesa di uno dei reati indicati dalla medesima norma, con esclusione di qualsiasi spazio di apprezzamento e discrezionalità valutativa del giudice, disciplinando in modo identico situazioni del tutto eterogenee sotto il profilo economico portando a includere anche soggetti di eccezionali capacità economiche, a discapito della necessaria salvaguardia dell’equilibrio dei conti pubblici e di contenimento della spesa in tema di giustizia.
Tale questione di legittimità costituzionale, tuttavia, è stata giudicata infondata dalla Consulta, secondo la quale la scelta effettuata con la disposizione in esame rientra nella piena discrezionalità del legislatore e non appare né irragionevole né lesiva del principio di parità di trattamento, ciò considerando la vulnerabilità delle vittime dei reati di riferimento oltre che le esigenze di garantire al massimo il venire alla luce di tali fattispecie.
Ed invero, si legge nella decisione, “la giurisprudenza costituzionale ha in più occasioni ricondotto l’istituto del gratuito patrocinio nell’alveo della disciplina processuale (sent. n. 81 del 2017; ordinanze n. 122 del 2016 e n. 270 del 2012) nella cui conformazione il legislatore gode di ampia discrezionalità, con il solo limite della manifesta irragionevolezza o arbitrarietà delle scelte adottate”.
La Corte, relativamente al profilo di censura calibrato sull’automatismo del patrocinio a spese dello Stato quale presunzione assoluta, evidenzia che il beneficio in questione non è legato ad una presunzione di non abbienza delle persone offese dai reati, avendo tutt’altre giustificazioni, quali la necessità di adottare provvedimenti e misure tesi a garantire una risposta più efficace verso i reati contro la libertà e l’autodeterminazione sessuale, considerati di crescente allarme sociale, anche alla luce della maggiore sensibilità culturale e giuridica in materia di violenza contro le donne e i minori.
È evidente, dunque, che la ratio della disciplina in esame è rinvenibile in una precisa scelta di indirizzo politico-criminale che ha l’obiettivo di offrire un concreto sostegno alla persona offesa, la cui vulnerabilità è accentuata dalla particolare natura dei reati di cui è vittima, e a incoraggiarla a denunciare e a partecipare attivamente al percorso di emersione della verità.
“Questa sentenza rappresenta un passo importante in un momento storico particolarmente sensibile ai diritti delle donne e più in generale delle vittime di qualsivoglia violenza. Infatti, non può che ritenersi condivisibile la pronuncia della Consulta che, assicurando in tale ambito il patrocinio a spese dello Stato, manifesta la volontà, sempre più forte, di promuovere un sistema più efficace a sostegno proprio delle vittime di maltrattamenti e soprusi. Con l’auspicio che questa sentenza aiuti a contrastare in maniera incisiva tali ignobili reati ed infonda coraggio in tutti coloro che, purtroppo, ne restano coinvolti”.
Questo è il commento dei responsabili del Centro Studi Piero Calamandrei, operante da anni nel campo della formazione, Avv. Alessio Savarese e Avv. Raffaele Torrese, da sempre vicini alle problematiche sociali e promotori di lodevoli iniziative in tal senso.

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