Calcio
Lettera alla Juve Stabia
In questa situazione d’emergenza per tutta la nostra Italia, gli appassionati di calcio questa mattina si saranno svegliati con un groppo sullo stomaco. Una sensazione di vuoto. Una tristezza indescrivibile. E vale lo stesso per chi sta scrivendo. Con qualche lacrima scesa sulla tastiera.
Sia chiaro però, la salute prima di tutto, prima dello sport chiaramente, ma per gli italiani “il pallone” è ossigeno, non giriamoci troppo intorno. Per un tifoso, sfegatato, restare senza calcio per circa un mese e chissà per ancora quanto è una dura mazzata. Questo discorso, ovviamente, vale anche e soprattutto per una piazza calda, innamorata e passionale come quella stabiese. I tifosi della Juve Stabia, in questo martedì che sa di lunedì amaro, hanno riaperto gli occhi consapevoli di non poter gioire, esultare, piangere per quei coloro tanto amati. Mancherà la “distrazione” di fine settimana utilissima per mettere da parte tutte le sofferenze della vita quotidiana. Ma pazienza, passerà. Passerà e tutto ritornerà come prima. Anzi meglio di prima. Questo maledetto Coronavirus lo batteremo sicuramente. Ma per fare questo facciamo un appello a tutti: restate a casa!
In questa situazione di emergenza, triste per tutto il paese, noi proveremo a scrivere una sorta di lettera con il cuore in mano alla Juve Stabia, che oggi più che mai mancherà tantissimo nelle vite degli stabiesi.
Cara Juve Stabia,
saranno giorni tristi quelli che seguiranno. Ancor più tristi senza di te. In questa emergenza si sperava che almeno il calcio, la nostra passione, non si fermasse. E invece anche il pallone smetterà di rotolare almeno fino al 3 aprile. Mancherà tantissimo il Romeo Menti, tempio del football stabiese. Mancherà tantissimo girare gli occhi verso quella meravigliosa Curva Sud, sempre pronta a sostenere i calciatori in ogni partita.
Mancheranno tantissime le parate straordinarie dei due portieri gialloblu, Provedel e Russo. A tratti vere saracinesche in questa stagione decisamente buona. Ma non solo: i colpi di testa di Tonucci, le chiusure di Troest, il carisma di Vitiello, la caparbietà di Fazio, le cavalcate di Germoni e Ricci, i lanci precisi di Allievi di 60 metri. Mancherà tutta la difesa, e in questo periodo avremmo sempre bisogno di gente pronta a difenderci a qualunque costo.
Per non parlare di quanto mancheranno i centrocampisti, probabilmente i migliori giocatori a disposizione di mister Caserta. Calò, fantastico maestro di calcio; Addae, tuttofare instancabile; Calvano, colui che non molla di un centimetro e non tira mai indietro la gamba; Mallamo, talentuosa mezzala dalla tecnica sopraffina; Buchel e Di Gennaro, giocatori dal tocco d’altra categoria; mancherà anche capitan Mastalli, da poco nuovamente in gruppo e anche solo vederlo in panchina era rassicurante; Mezavilla, non più titolarissimo ma rimane sempre il “Sindaco” gialloblu’; infine Izco, esperienza da grande giocatore al servizio di tutti.
Per finire gli attaccanti, coloro che determinano un risultato nel calcio. Mancheranno tantissimo lo “Squalo” Forte, bomber e cannoniere della rosa con ben 13 reti; le corse sfrenate sulla fascia e gli assist di Canotto; gli inserimenti di Bifulco; la freschezza e l’imprevedibilità di Di Mariano, neo acquisto ma già entrato nel cuore degli stabiesi; ma anche Elia, Rossi, Cissè e Melara, nonostante abbiano giocato poco hanno sempre dato tutto per quella maglia colorata di giallo e blu. Mancheranno tutti loro, dal primo all’ultimo.
Ma mancherà tanto, ma davvero tanto, anche il direttore di questa fantastica orchestra: Fabio Caserta. Mancheranno le sue grida, le sue sostituzioni a partita in corso, le sue intuizioni tattiche. Ma anche i suoi “errori”, senza i quali non ci sarebbe dibattito tra tifosi e addetti ai lavori.
Mancherete tutti. Tanto. Ma ci vediamo presto, ancor più forti di prima. Tutti uniti verso la salvezza. A presto Vespe! Antonio Carlino

