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Buoni spesa, il M5S bacchetta il sindaco: «Dal governo soldi per tutti, sbagliati i criteri»

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La tregua è finita a Palazzo Farnese. Il sindaco è di nuovo sotto attacco. Questa volta dal Movimento Cinque Stelle arriva la stilettata sul caso dei buoni spesi, che non avrebbero raggiunto tutti i nuclei familiari in difficoltà. E’ Laura Cuomo, la più moderata del gruppo consiliare pentastellato, a sferrare il colpo: «Leggo con amarezza dichiarazioni del Sindaco con cui, in un momento così delicato per la nostra comunità, attacca il Governo centrale, imputandogli le colpe della mancata distribuzione dei buoni spesa a tutti i richiedenti della nostra città. Ebbene, partendo dal presupposto che il Sindaco rappresenta tutti i cittadini e non solo la sua parte politica, vorrei fare chiarezza su alcuni punti. Innanzitutto ho a più riprese richiesto, all’alba dell’accredito dei fondi stanziati dal Governo nelle casse del Comune, la rapida convocazione di una seduta di Commissione (facendo parte della Terza Commissione, ovvero Politiche Sociali) per discutere sui criteri di attribuzione dei buoni spesa. Sono stata più volte rimandata, fino a quando, come un fulmine a ciel sereno, arriva l’atto di indirizzo del Sindaco con il quale aveva egli stesso stabilito le modalità di distribuzione degli stessi.
Questo fatto ha comportato sostanzialmente due cose: in primo luogo il ruolo dei Commissari è stato totalmente sminuito, ed in secondo luogo, il Sindaco si è assunto totalmente la responsabilità del fallimento che adesso lui stesso proclama.
Quindi ora, se i fondi sono stati insufficienti è colpa del Governo? Ebbene no, Sindaco, se i fondi non sono stato sufficienti a coprire la totalità delle richieste, la colpa non è del Governo, ma di chi si è voluto assumere la responsabilità esclusiva di stabilire i criteri di ripartizione fra i cittadini».
Laura Cuomo spiega che «a Castellammare sono arrivati €553.000 circa, una somma tutt’altro che esigua, e non è vero che i criteri sono stati calati dall’alto dal Governo. Le ricordo infatti, perché forse le sarà sfuggito – non oserei mai pensare che non lo abbia mai saputo – che i criteri indicati sono stati stabiliti di comune accordo con l’Anci ( Associazione Nazionale Comuni Italiani), di cui lei stesso fa parte, lasciando di fatto ampia discrezionalità ai sindaci che ben conoscono il tessuto sociale del proprio territorio.
Ancora, il problema che si è verificato a Castellammare, quello di non essere riusciti a coprire tutte le richieste pervenute, non mi sembra si sia verificato nella maggior parte dei Comuni. Non riesco a spiegarmi come, a parità di risorse (in quanto inviate in base al numero di abitanti e tenendo conto degli indici di povertà) questo fatto sia avvenuto proprio a Castellammare. Dobbiamo dunque pensare che i criteri da lei scelti siano stati poco selettivi e che lasciano spazio a molta discrezionalità? Che forse sarebbe stato il caso di adottare criteri più stringenti in prima battuta, e allargare in seconda battuta le maglie di questi criteri?
Forse, se ci avesse concesso di discutere l’argomento in condivisione, le avrei suggerito questo; forse anche altro. Forse avremmo fallito comunque, ma solo in quel caso avremmo condiviso le colpe della sconfitta, ma adesso la prego, Sindaco, si prenda le responsabilità di una scelta che solo lei ha compiuto».
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