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Cronaca

Il dramma di un ristoratore stabiese: «non apriamo, ci rimettiamo»

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Mamma-Mia

Castellammare di Stabia. «C’è tanta voglia di aprire, vorremmo farlo già stasera, ma noi teniamo a chi ci è stato sempre vicino… dai nostri collaboratori ai nostri clienti». Lo scrive il titolare di MammaMia, nota ristorante e pizzeria sul lungomare di Castellammare di Stabia, che decide di non aprire la sua attività in cui sarebbe consentito solo l’asporto. «Non ci stiamo a questo giochetto chiamato Decreto – scrive sui social il gestore del locale – Aprire per cosa? Per sostenere ulteriori costi a cominciare dalle nuove modalità di disinfestazioni? Per facilitare l’abbattimento delle Cig ai dipendenti? Se proprio dobbiamo buttare soldi li omaggiamo ai nostri dipendenti che ancora aspettano la Cassa integrazione. Oggi vengono dichiarati altri 3500 contagi e noi dobbiamo rischiare insieme alle nostre famiglie e ai nostri ragazzi di essere contagiati? La verità è che questo decreto colmo di paletti, orari e obblighi servirà solo a far abbattere dei costi allo Stato!! Noi al momento così la pensiamo… se apriremo è per far respirare il locale, sentirci ancora vivi, ma ora non vogliamo dar “fastidio” agli altri…Non vogliamo essere presuntuosi… Ci aspettiamo solo che ci venga dato quello che ci è stato tolto… e come detto ieri, se le istituzioni comunali possano facilitare il non perdere posti a sedere, affidarci spazio per dare un servizio e un luogo sicuro a tutti Noi e Voi… Ci Vogliamo bene e vogliamo bene a tutti Voi». CLICCA QUI E METTI MI PIACE ALLA NOSTRA PAGINA FACEBOOK


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Cronaca

Campania, Vincenzo De Luca dice no al “mix” di vaccini

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«Prosegue la vaccinazione di massa con vaccini Pfizer e Moderna. Astrazeneca per chi lo ha ricevuto in prima dose»

Già qualche giorno, Vincenzo De Luca, aveva usato la sua consueta ironia per mostrare il suo disappunto sul cambio di linea in merito alla seconda dose del vaccino Astrazeneca. E in diretta Facebook aveva detto: «Oggi dovremo porre un quesito: chi è sotto i 60 anni e ha fatto la prima dose Astrazeneca che fa con il richiamo? A chi lo chiedo, a un generale o a un medico? Io non so a chi devo fare la domanda». Oggi, il governatore della Campania va oltre e rende noto che la domanda non ha alcuna intenzione di porsela visto che la decisione l’ha presa direttamente lui. E così in Campania è scattato il divieto di utilizzare il mix di vaccini. «Le vicende degli ultimi giorni relative all’uso del vaccino Astrazeneca cambiano in modo radicale il livello di fiducia, le sensibilità e la stessa disponibilità dei cittadini in relazione alla campagna vaccinale. Occorre dunque ricostruire il rapporto di fiducia verso lo Stato, oggi fortemente compromesso», avverte De Luca.

Al tal fine, spiega, «sarebbe irresponsabile ogni atteggiamento di minimizzazione dei problemi. La realtà è che da oggi cambia completamente la programmazione vaccinale». Auspica una «radicale semplificazione. Si chiariscano i ruoli. Si riconduca – prosegue De Luca – la funzione del Commissario a un lavoro esclusivamente tecnico-operativo, relativo alla distribuzione dei vaccini. Si riconduca la comunicazione medico-scientifica al solo ministero della Salute, che deve assumersi la responsabilità di fornire gli orientamenti, facendo parlare una sola persona incardinata nel ministero stesso», ribadisce il governatore. Anche perchè «il livello di confusione esistente rischia di pregiudicare lo stesso prosieguo della campagna vaccinale». Da qui la linea della Regione Campania che «ritiene necessario fare scelte chiare. Da oggi, non somministreremo più dosi di vaccino a vettori virali, a nessuna fascia di età. Prosegue la vaccinazione di massa con vaccini Pfizer e Moderna – spiega De Luca – Chi ha fatto la prima dose di Astrazeneca sopra i 60 anni, può completare il ciclo con una seconda dose Astrazeneca. Per i soggetti sotto i 60 anni (tranne che per chi è alla dodicesima settimana) non si procede alla somministrazione di vaccini diversi dalla prima dose, sulla base di preoccupazioni scientifiche che invieremo al Governo, e rispetto alle quali sollecitiamo risposte di merito, in mancanza delle quali, manterremo la nostra linea di rifiuto del mix vaccinale». Infine un appello gli organi centrali affinchè «siano eliminate, nella comunicazione, espressioni del tipo: “è raccomandato”, “è consigliato”, “e’ preferibile”, ma si dica semplicemente; “è consentito”, o “è vietato”».

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