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Al via le “Olimpiadi” di Stabia. Questa sera la cerimonia di apertura dei giochi

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Castellammare di Stabia. E’ arrivato il momento anche per le Olimpiadi di Castellammare di Stabia. Si terrà questa sera la cerimonia inaugurale dei giochi nati da una pagina Facebook creata nel 2012. Dopo il passo indietro di Tokyo, i Giochi Olimpici tanto sognati dalla Città delle Acque si faranno davvero – scrivono su Facebook i gestori della pagina social –  Un’occasione unica per onorare il debito con la bocca fatto nel 2012 dalla pagina Stabia 2020 – Giochi Olimpici.
Lo rende noto il Comitato Olimpico di Castellammare, spiegando che non si tratta di Pesce d’Aprile, che i Giochi avranno luogo nei prossimi giorni e saranno quasi del tutto improvvisati e adattati all’isolamento casalingo di questi giorni difficili.
I partecipanti saranno tutti i cittadini (stabiesi e non, di ogni sesso, età e Q.I.) che vorranno cimentarsi nelle seguenti discipline appena copiate o inventate dagli organizzatori:
– PALLEGGI CON CARTA IGIENICA: Grande classico, non c’è bisogno di spiegazioni. Abbiate solo l’accortezza di fare un’inquadratura che ci permetta di contare i palleggi.
– ATLETICA LEGGERA. CHI MANGIA 150g DI SPAGHETTI PIU’ VELOCEMENTE: Il tempo inizierà a scorrere a partire dalla prima forchettata e la scarpetta è esclusa dal conteggio. È un gioco, quindi non imbrogliate sulla quantità, ci fidiamo. Siete liberi di scegliere la ricetta.
RACCHETTONI: Chi fa più palleggi contro il muro senza toccare la palla con le mani. Vale la stessa accortezza dell’inquadratura richiesta per i palleggi, fate in modo che riusciamo a contarli.
– RACCHETTONI IN COPPIA: Come sopra però al posto del muro c’è un altro essere umano.
– TUFFI SU LETTO O DIVANO: Tuffatevi urlando qualcosa di stabiese e cercando possibilmente di non farvi male. Il vincitore con il miglior stile verrà decretato tramite sondaggio sulla pagina.
– SOLITARIO CON CARTE NAPOLETANE: Forse impegnativo da riprendere con il cellulare, ma dal buon potenziale spettacolare. Esperimento. Facciamo riferimento al solitario classico, per intenderci quello di questo video https://www.youtube.com/watch?v=mda-uPYwWm8
Anche qui, cercate di non imbrogliare, forse è anche più divertente se il solitario non esce
– BOTTIGLIA IN EQUILIBRIO: Classica challenge di Instagram. Dovete cercare di far cadere una bottiglia di plastica in piedi dopo averle fatto fare una capriola completa. Importante: se la bottiglia cade in piedi dovete urlare qualcosa di stabiese in segno di esultanza. A scegliere il vincitore sarà il popolo con un apposito sondaggio.
– MELA SBUCCIATA: L’abilità consiste nello sbucciare una mela senza rompere la buccia. La buccia integra più lunga vincerà la medaglia d’oro.
– BIATHLON: Flessioni + formazione della Juve Stabia a memoria. Ogni piegamento corrisponde al nome di un giocatore. Per chi va oltre valgono poi anche panchine e dirigenza. In caso di parità varrà il tempo o un sondaggio all’ultimo sangue.
– PIZZA IN CASA: Contest culinario per riprendere fiato. Il popolo con un sondaggio deciderà quale delle vostre pizze amatoriali avrà l’aspetto più erotico.
– FRATIELL E SURELL: Gran finale. Svegliate un vostro congiunto che dorme urlando Fratiell e Surell e mandateci il video (dopo avergli chiesto il permesso). Il popolo deciderà quali saranno i tre più divertenti che vinceranno la medaglia.
Potete partecipare anche a più di una competizione. In caso di controversia deciderà il tribunale del popolo.
COME PARTECIPARE:
Basta pubblicare un video su Instagram o Facebook taggando la nostra pagina (vanno bene anche stories o messaggi privati) in cui vi cimentate in una delle discipline.
Potete iniziare fin da subito così avremo il tempo di mettere insieme il materiale e man mano vi daremo delle scadenze.
Ogni giorno (più o meno) aggiungeremo la nostra telecronaca e decreteremo il podio.
Il regolamento si aggiusterà in corsa man mano sullo stile delle autocertificazioni con cui ci fa andare in giro il Ministero degli Interni”. CLICCA QUI E METTI MI PIACE ALLA NOSTRA PAGINA FACEBOOK


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Riflessioni e commenti del Centro Studi Piero Calamandrei sugli aspetti giuridici ad oggetto la sentenza della Corte Costituzionale sul “Patrocinio a spese dello Stato per tutte le vittime di violenza sessuale”

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Riflessioni e commenti del Centro Studi Piero Calamandrei sugli aspetti giuridici ad oggetto la sentenza della Corte Costituzionale sul “Patrocinio a spese dello Stato per tutte le vittime di violenza sessuale”

Il 2021 si apre con una sentenza importantissima della Corte Costituzionale in tema di diritti delle donne e di tutte le vittime di violenza, la sentenza n. 1 dell’11 gennaio 2021. Con detta pronuncia la Consulta ha giudicato non fondata la questione di legittimità che aveva investito l’art. 76, comma 4 ter, del DPR n. 115 del 2002 (Testo unico in materia di spese di giustizia), nella parte in cui prevede l’automatica ammissione al patrocinio a spese dello Stato della persona offesa dai reati indicati nella norma medesima.
Trattasi dei delitti di cui agli artt. 572, 583 bis, 609 bis, 609 quater, 609 octies e 612 bis, nonché, ove commessi in danno di minori, dei reati di cui agli artt. 600, 600 bis, 600 ter, 600 quinquies, 601, 602, 609 quinquies e 609 undecies del codice penale, tra i quali rientrano i maltrattamenti in famiglia, le violenze sessuali e lo stalking.
La questione era stata sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 24, terzo comma, della Costituzione, dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale ordinario di Tivoli, secondo cui la norma consisteva in un automatismo legislativo di ammissione al beneficio al solo verificarsi del presupposto di assumere la veste di persona offesa di uno dei reati indicati dalla medesima norma, con esclusione di qualsiasi spazio di apprezzamento e discrezionalità valutativa del giudice, disciplinando in modo identico situazioni del tutto eterogenee sotto il profilo economico portando a includere anche soggetti di eccezionali capacità economiche, a discapito della necessaria salvaguardia dell’equilibrio dei conti pubblici e di contenimento della spesa in tema di giustizia.
Tale questione di legittimità costituzionale, tuttavia, è stata giudicata infondata dalla Consulta, secondo la quale la scelta effettuata con la disposizione in esame rientra nella piena discrezionalità del legislatore e non appare né irragionevole né lesiva del principio di parità di trattamento, ciò considerando la vulnerabilità delle vittime dei reati di riferimento oltre che le esigenze di garantire al massimo il venire alla luce di tali fattispecie.
Ed invero, si legge nella decisione, “la giurisprudenza costituzionale ha in più occasioni ricondotto l’istituto del gratuito patrocinio nell’alveo della disciplina processuale (sent. n. 81 del 2017; ordinanze n. 122 del 2016 e n. 270 del 2012) nella cui conformazione il legislatore gode di ampia discrezionalità, con il solo limite della manifesta irragionevolezza o arbitrarietà delle scelte adottate”.
La Corte, relativamente al profilo di censura calibrato sull’automatismo del patrocinio a spese dello Stato quale presunzione assoluta, evidenzia che il beneficio in questione non è legato ad una presunzione di non abbienza delle persone offese dai reati, avendo tutt’altre giustificazioni, quali la necessità di adottare provvedimenti e misure tesi a garantire una risposta più efficace verso i reati contro la libertà e l’autodeterminazione sessuale, considerati di crescente allarme sociale, anche alla luce della maggiore sensibilità culturale e giuridica in materia di violenza contro le donne e i minori.
È evidente, dunque, che la ratio della disciplina in esame è rinvenibile in una precisa scelta di indirizzo politico-criminale che ha l’obiettivo di offrire un concreto sostegno alla persona offesa, la cui vulnerabilità è accentuata dalla particolare natura dei reati di cui è vittima, e a incoraggiarla a denunciare e a partecipare attivamente al percorso di emersione della verità.
“Questa sentenza rappresenta un passo importante in un momento storico particolarmente sensibile ai diritti delle donne e più in generale delle vittime di qualsivoglia violenza. Infatti, non può che ritenersi condivisibile la pronuncia della Consulta che, assicurando in tale ambito il patrocinio a spese dello Stato, manifesta la volontà, sempre più forte, di promuovere un sistema più efficace a sostegno proprio delle vittime di maltrattamenti e soprusi. Con l’auspicio che questa sentenza aiuti a contrastare in maniera incisiva tali ignobili reati ed infonda coraggio in tutti coloro che, purtroppo, ne restano coinvolti”.
Questo è il commento dei responsabili del Centro Studi Piero Calamandrei, operante da anni nel campo della formazione, Avv. Alessio Savarese e Avv. Raffaele Torrese, da sempre vicini alle problematiche sociali e promotori di lodevoli iniziative in tal senso.

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