Covid, verso la fase 2. A metà maggio meno restrizioni, lunedì a Castellammare molti non apriranno: «Non conviene»

Castellammare di Stabia. Convince poco l'ordinanza del Presidente della Regione Campania che tra le attività la cui apertura è consentita, con limitazioni, da lunedì per bar, pizzerie, pasticcerie e gastronomia, tutto ovviamente a domicilio, tanto che alcuni imprenditori decideranno di non alzare la serranda. Per la tipologia di lavoro non conviene iniziare, tra le varie misure da adottare, la possibilità di fare solo da asporto c'è il rischio di non rientrare con le spese aggravando ancora di più il danno causato dalla chiusura forzata. Intanto autorizzare dalla metà di maggio prima l'apertura dei negozi al dettaglio, poi di bar e ristoranti. E' l'idea sul tavolo del governo, in vista della fase 2. L'ipotesi è che il 4 maggio queste attività restino ancora ferme ma con la possibilità di eccezioni, come consentire la vendita da asporto per la ristorazione, che si aggiungerebbe alle consegne a domicilio, già permesse. Non sarebbero ancora definite date, ma un'ipotesi sarebbe far riaprire i negozi dall'11 maggio, la ristorazione dal 18.  Il piano per la fase due, secondo fonti di palazzo Chigi,  "prevede una ripartenza sempre all'insegna della massima cautela, nella consapevolezza che si dovrà sempre tenere sotto controllo la curva epidemiologica. Il piano prevede un allentamento delle misure restrittive, ma non uno stravolgimento". "Sarà fondamentale, in questa fase, rafforzare il protocollo di sicurezza sui luoghi di lavoro già approvato nel marzo scorso e completare queste prescrizioni anche con riferimento alle attività del trasporto e della logistica. La revisione delle misure di distanziamento sociale non significa un 'liberi tutti'" ma non possiamo chiudere i cittadini in casa per sempre": è quanto emerge dalla cabina di regia del Premier Conte con Regioni e enti locali. CLICCA QUI E METTI MI PIACE ALLA NOSTRA PAGINA FACEBOOK.

 

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