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Trasporti, Tina Donnarumma scrive all’EAV: «Norme anticovid riducono capienza sui mezzi, aumentiamo le corse in città»

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di Stabia. Chiede un potenziamento delle corse in città la consigliera comunale (Lega) e lo fa con una lettera indirizzata all’ che si occupa anche del trasporto su gomma nelle città campane. La richiesta viene dal fatto che le nuove norme anticontagio riducono la capienza massima di persone sui mezzi con conseguente disagio per i pendolari.  « L’ emergenza -19 – dice –  ha ulteriormente aggravato la situazione del già precario Stabiese». «Alla soppressione di alcune linee urbane di connessione tra il centro ed i quartieri periferici della Cittá come Scanzano, Privati, Petraro, Fontanelle, Ponte persica e Annunziatella si sono aggiunte le nuove regole sul distanziamento per la contenzione del contagio che hanno costretto la societá regionale EAV a limitare il numero dei passeggeri per tratta.  Ne consegue un notevole disagio per i nostri concittadini che per motivi di lavoro o per spostamenti giustificati ed indifferibili restano invano per ore in attesa del bus che spesso, in quelle già rade corse, non fa stop alla fermata poiché ha già raggiunto il limite massimo di passeggeri a bordo.
Le richieste di aiuto raccolte dai cittadini delle periferie per cui il trasporto pubblico rappresenta l’unico mezzo nelle loro possibilità, mi hanno spinta a formulare istanza protocollata all’attenzione del Sindaco Gaetano Cimmino che con una risposta tempestiva si è fatto carico di segnalare tale disservizio al Presidente EAV Umberto De Gregorio.  La richiesta è di potenziare le linee di trasporto urbano su gomma in Cittá ed in particolare dei bus 12 nero e 6 rosso,  al fine di ridurre i disagi dei residenti di periferia già provati dalle difficili condizioni economico-sociali del particolare momento storico che ci troviamo a vivere». CLICCA QUI E METTI MI PIACE ALLA NOSTRA PAGINA FACEBOOK

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Politica

La consigliera De Simone al sindaco: “Assorbire gli ex termali per salvare il patrimonio. La sinistra ha fatto un disastro”

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Da ex termale e ora consigliera comunale, Annamria De Simone ripercorre tutte le tappe del “disastro Terme”. Con un documento, di cui ha già messo a conoscenza il sindaco Gaetano Cimmino, chiede l’applicazione di una norma che consentirebbe di assorbire gli ex lavoratori di Terme, non senza lanciare accuse al veleno per il “pianificato disastro del centrosinistra”.
La De Simone interviene dopo il pignoramento dei suoi ex colleghi (lei ha rinunciato in quanto sarebbe incompatibile con la carica di consigliere comunale), che in parole povere rischia di mandare la Sint in fallimento. Secondo la consigliera del gruppo Cimmino sindaco, tutto questo si sarebbe potuto evitare: “Il pignoramento dei beni immobiliari di Sint era nell’aria da tempo ed oggi si materializza all’esito di alcune scelte scellerate, che affondano le radici nel recente passato – scrive De Simone – Quando l’ex sindaco Nicola Cuomo, con la sua corte targata PD, ha decretato nel 2013 il fallimento delle Terme, l’amministratore unico di Sint Biagio Vanacore si prese carico della responsabilità di opporre il “gran rifiuto” alla riconsegna del compendio termale, da parte della Curatela fallimentare della fallita società Terme di Stabia, nell’agosto 2015. Un rifiuto che avviò il “sanguinoso contenzioso” con i lavoratori, che oggi, in attesa del pronunciamento della Cassazione, vede la Sint soccombente in Appello ed alla canna del gas. Giova ricordare che la Sint, in quanto società partecipata dell’ente comunale, è soggetta al controllo analogo, accertamento che non è mai stato attuato, con evidenti responsabilità da parte di quel centrosinistra che in quegli anni bui ha amministrato la città. Queste deficienze hanno determinato il cruento bagno di sangue a cui oggi stiamo assistendo, fino all’ultimo scriteriato atto targato PD, la delibera n.88 approvata il 27 Novembre del 2017 in consiglio comunale che teneva in piedi la partecipata nel disperato tentativo di rientrare nei requisiti della riforma Madia. Un’operazione che, di fatto, ha dato il via alla svendita del patrimonio immobiliare delle Terme, avviando quello che qualche “capobastone dem” oggi definisce il Black Friday dei beni di Sint, una svendita che, ironia della sorte, ebbe inizio con il suo voto favorevole proprio in una grigia e piovosa serata di quel nefasto lunedì”.
I dubi di Annamaria De Simone non risparmiano l’attuale gestione, affidata al commissario Sica: “In questo scenario, intanto, è subentrato nell’agosto 2018 il commissario liquidatore Vincenzo Sica, che ha cercato di ricomporre i cocci di una struttura ormai ridotta in mille pezzi dal centrosinistra stabiese. Un lavoro certosino, che tuttavia necessita di alcune riflessioni. L’avvocato di Sint ha chiesto la sospensiva della sentenza della Corte d’Appello in attesa del pronunciamento della Cassazione? Ma la proposta del concordato in bianco, inoltrata al Tribunale di Torre Annunziata, è stata forse concordata con il collegio sindacale di Sint? Due dubbi che, sono certa, Sica saprà prontamente sciogliere nei prossimi giorni, ma nelle more sarebbe preferibile che si aggiornasse sullo stato della liquidazione delle competenze dei lavoratori termali, visto che, a tutt’oggi, restano ancora creditori di ben diciassette mensilità mai percepite dalla ex-Terme di Stabia”.
Da qui la proposta avanzata al sindaco: “Sono certa che questa Amministrazione vorrà valutare con molta attenzione la possibilità di ricorrere, come da mia proposta avanzata in seno al gruppo consiliare di Cimmino Sindaco di Stabiae, all’ applicazione dell’art. 19 del d.lgs 175/2016, statuente che il personale impiegato in una società in house è assimilabile ad una mera articolazione interna dell’amministrazione controllante, che individua in quest’ultimo quale titolare in esclusiva del controllo analogo, auspicando che nel caso di specie si possa prevedere che gli ex-termali, oggi dipendenti Sint per sentenza, vengano riassorbiti dall’ente e che eventuali nuove assunzioni nell’Ente comunale siano possibili solo all’esito del loro completo riassorbimento. Operando in questa direzione sarà possibile tutelare questi lavoratori, bistrattati e offesi dal centrosinistra stabiese per troppi anni, integrando allo stesso tempo il personale dell’ente comunale, oggi sottodimensionato a causa delle conseguenze dei pensionamenti ai sensi della legge quota 100. E con loro, in un clima di rinnovata collaborazione, preservare in tal modo il patrimonio immobiliare del Solaro al fine di costruire il nuovo percorso di sviluppo del termalismo a ”.

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