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Inchiesta Olimpo

Inchiesta Cirio, Gennaro Iovino: “Sicuro della mia correttezza, sono fiducioso”

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Parla Gennaro Iovino, uno degli indagati a piede libero dell’inchiesta sull’ex Cirio. Accusato di traffico di influenze insieme a Mario Casillo per aver fatto da tramite con Adolfo Greco, in merito al ritiro di emendamenti in consiglio regionale che avrebbero ostacolato l’opera nell’ex fabbrica di conserve. “Apprendo con sorpresa degli esiti dell’indagine giudiziaria che ha visto protagonisti, tra gli altri, alcuni esponenti politici del territorio stabiese, colpiti da misure cautelari – afferma Gennaro Iovino, sindacalista e pezzo da novanta del Pd stabiese – Sicuro della correttezza del mio operato e fiducioso, come sempre, nel lavoro della Magistratura, auspico una celere quanto puntuale risoluzione del caso, convinto che fatti e responsabilità (se ve ne sono) saranno accertate nell’interesse di tutte le parti coinvolte”.

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Inchiesta Olimpo

Castellammare, luminarie nel mirino: “Allestimenti mediocri”

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Castellammare di Stabia.Il consigliere comunale Antonio Alfano ha depositato un’interrogazione urgente sullo stato di esecuzione dell’appalto per luminarie, alberi e installazioni natalizie relativo al triennio 2025–2027, un appalto del valore complessivo a gara di 544.024,19 euro aggiudicato col ribasso del 18%

A fronte di una procedura aggiudicata con il criterio dell’Offerta Economicamente Più Vantaggiosa, fondata quindi sulla qualità del progetto tecnico e delle migliorie promesse, la città si ritrova invece davanti a un allestimento povero, ripetitivo e visivamente deludente, costituito quasi esclusivamente da palle luminose isolate e luminarie striminzite, ben lontane dagli standard annunciati.

Alfano: “Questa non è una città illuminata per Natale. È una città abbandonata a un allestimento mediocre.”

“Abbiamo un appalto triennale da migliaia di euro – dichiara il consigliere Alfano – e ciò che vediamo in strada è un lavoro che non rispecchia né la spesa, né i contenuti del capitolato, né le migliorie con cui la ditta ha vinto la gara.La qualità delle luminarie è oggettivamente scarsa, ripetitiva, priva di creatività e identità.

Un risultato inaccettabile per Castellammare.”

Il consigliere, nell’interrogazione, evidenzia inoltre la scarsa professionalità e affidabilità dimostrata dall’azienda aggiudicataria, viste le modalità di esecuzione delle opere:
• montaggi tardivi e incompleti;
• installazioni poco curate e non rispondenti alle specifiche promesse in gara;
• elementi decorativi ridotti al minimo sindacale;
• totale assenza delle migliorie che avrebbero dovuto caratterizzare il progetto vincitore.Un appalto, dunque, che rischia di essere in larga parte disatteso rispetto a quanto formalmente offerto.

I punti dell’interrogazione

Alla luce delle numerose incongruenze, il consigliere Alfano chiede all’Amministrazione:
1.Lo stato reale di avanzamento dei lavori, con la data effettiva prevista per l’accensione.
2.

La verifica del rispetto delle prescrizioni tecniche contenute nel Capitolato e nel Disciplinare di Gara.
3.La piena conformità tecnica delle luci e delle installazioni rispetto ai modelli e ai criteri approvati in fase di offerta.
4.

Gli atti relativi alla verifica di anomalia dell’offerta, se effettuata, e le motivazioni del giudizio di congruità.
5.L’elenco dettagliato delle migliorie effettivamente installate, in confronto a quelle promesse in gara.

“Castellammare non può diventare la città delle occasioni mancate e degli appalti eseguiti al ribasso qualitativo”

«Se un appalto viene aggiudicato anche sulla base della qualità, la qualità deve essere visibile – conclude Alfano –.

Non permetteremo che si giochi con l’immagine della nostra città e con risorse così rilevanti.Pretendiamo immediata chiarezza, controlli rigorosi e un urgente ripristino di quanto promesso nel capitolato.

Castellammare merita un Natale degno, non una scenografia improvvisata.»

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Cronaca

Processo Olimpo, parla il professore Maiello: “Accanimento cautelare, poi è emersa la verità”

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Un calvario giudiziario iniziato con l’inchiesta Olimpo.La misura cautelare, la condanna in primo grado, poi l’assoluzione in appello confermata giovedì dalla Cassazione.La fine di un incubo per l’imprenditore di Castellammare, Adolfo Greco.Sul caso giudiziario interviene il professor Vincenzo Maiello, ordinario di diritto penale alla Federico II, tra i difensori di Greco nella lunga battaglia giudiziaria: «C’è una domanda che mi sono posto spesso e che ancora adesso mi pongo: a chi ha giovato?

e a cosa?» esordisce uno dei maggiori esperti di diritto penale, analizzando poi il calvario giudiziario sulle colonne di Metropolis: «Tanto per iniziare, potrei sottolineare l’accanimento cautelare nei confronti dell’imprenditore: non possiamo dimenticare che la sua assoluzione definitiva giunge al termine di un percorso iniziato con due anni e mezzo di detenzione in carcere e ai domiciliari.Ma ci sono anche altri aspetti che lasciano l’amaro in bocca».

«Greco è stato definito con etichette intollerabili: “re del latte”, “monopolista” o peggio ancora.Questa narrazione dai toni esasperati ha creato gravissimi danni economici alla sua azienda e al territorio sul quale operava, soprattutto ha messo in discussione i livelli occupazionali che l’imprenditore garantiva» ha proseguito Maiello.Il professore poi sofferma sull’esposizione mediatica dell’inchiesta Olimpo: «Su questo aspetto sono convinto che i media hanno ancora una grande responsabilità nel contribuire a diffondere presso l’opinione pubblica la cultura del giusto processo, la cultura della presunzione di non colpevolezza, il fatto che un conto è la tesi dell’accusa e un altro è la sentenza del giudice.

Il mondo dell’informazione giudiziaria ha enormi responsabilità, si può considerare una sorta di appendice delle procure della Repubblica: vanno seguite le fasi delle indagini, ma anche le fasi processuali con grande attenzione, tatto e competenza».Il professore Maiello, infine, commenta le fasi del processo e affronta un tema di attualità come la separazione delle carriere: «Un processo complesso che, almeno nella fase iniziale, è stato sbilanciato perché c’è stata quella che io chiamo la contaminazione della cultura accusatoria tra il pubblico ministero e il giudice», quindi «al netto del caso in questione, il magistrato che sostiene l’accusa e quello che giudica non possono che essere separati, ognuno deve guardare all’altro non come un collega ma come un soggetto distinto all’interno della giurisdizione».

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Cronaca

La Cassazione conferma: assoluzione definitiva per Adolfo Greco

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Assolto definitivamente Adolfo Greco, l’imprenditore di Castellammare di Stabia molto noto nel settore della commercializzazione del latte.La Cassazione mette la parola fine sulla posizione di Greco, respingendo il ricorso della Procura della Corte d’Appello in seguito all’assoluzione dello scorso maggio.

In serata arriva la sentenza che dichiara infondato il reclamo, tesi sostenuta sin dall’inizio anche dal Procuratore Generale della Cassazione.Greco è reduce da un’altra assoluzione con formula piena, in un processo scaturito da un filone d’inchiesta di Olimpo, con l’accusa di aver favorito il clan dei Casalesi.

Una tesi smontata dai giudici del Tribunale di Santa Maria Capua, che hanno cancellato tutte le accuse rivolte a Greco di concorso esterno in associazione mafiosa appena lo scorso novembre.Un’altra vittoria giudiziaria, quella di Greco, che mette fine ad un incubo cominciato nel 2018.

Adolfo Greco, a fine maggio, era già stato assolto dalla Corte d’Appello di Napoli nell’ambito del processo Olimpo, dove gli veniva contestato il concorso in estorsione.Decisione ora confermata anche dalla Cassazione che ha respinto il ricorso della Procura.

Tutti processi che avevano causato, tra l’altro, la rescissione con il colosso Parmalat di contratti quarantennali per la distribuzione del latte.Ora vengono meno tutte le accuse di camorra contestate a Greco a seguito delle inchieste denominate Olimpo e Olimpo 2.

Daniele Di Martino

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