Vero solo in parte il racconto del Sindaco Cimmino, fu di fatti la società di Greco a rinunciare non ritirando il permesso a costruire
Castellammare di Stabia. E' arrivato, dopo alcuni giorni, il commento del primo cittadino Gaetano Cimmino sulla vicenda riqualificazione ex Cirio che ha visto il coinvolgimento della politica locale sull'affare case nell'ormai dismessa fabbrica di pomodori di via Mele. La fascia tricolore parla di revoca del permesso a costruire dovuto «A seguito della attività di accertamento, in pratica, e degli atti consequenziali - scrive - messi in campo durante la nostra amministrazione dopo anni di inerzia gestionale, in quell’area non sarà più possibile realizzare il progetto al centro dell’inchiesta. Per guidare questa città, ci vogliono coraggio, forza e spalle larghe. Doti non da tutti». Una versione che sarebbe solo in parte corretta.
IL MANCATO RITIRO. Mettendo da parte tutti i tecnicismi del caso della materia urbanistica si può affermare che il permesso a costruire non è stato revocato di sana pianta, come magari lasciato intendere, ma è stato semplicemente revocato perchè scaduto visto il mancato "ritiro". In pratica la società non ha ritirato e pagato gli oneri di urbanizzazione (un importo da versare al comune per intervento di trasformazione edilizia e urbanistica) che ammontavano a diverse centinaia di migliaia di euro.
IL SOLLECITO. Gli uffici comunali, inoltre, hanno anche sollecitato la società proprietaria del bene concedendo un termine di 30 giorni per effettuare il pagamento ricordando che in caso di mancato adempimento avrebbe perso il titolo che ha validità di cinque anni se non si inizia a cantierare ed iniziare i lavori in oggetto. Dalla concessione della proroga al ritiro sono poi anche passati diversi mesi. Il Dirigente del Comune di Castellammare di Stabia chiese alla PolGre Europa, dopo la mozione in Consiglio Comunale, se confermava e pagava o rifiutava. Il silenzio assenso ha fatto intendere quindi una carenza di interesse non ritirando il titolo. Di fatti è stata la stessa società a lasciare le pretese di costruzione sull'area e non il comune a revocare il titolo su iniziativa dell'amministrazione. Si è trattata dunque di una semplice procedura di ufficio.