Politica
Il bilancio approda in consiglio, le prime due grane per Cimmino
Sembrava filare tutto liscio. La cena per smorzare i toni e ritrovare serenità, la conferenza stampa del sindaco a cui era stato chiesto di fare chiarezza, la fiducia sbandierata nell’assessore Giovanni Russo. Eppure qualche tensione nella maggioranza di centrodestra si registra. Sia chiaro, i numeri per il bilancio ci sono tutti. Ma qualche defezione all’appuntamento conviviale di casa Gentile non è passato inosservato. Non era della «tavolata» Annamaria De Simone, che non ne fa tanto una questione di bilancio e di numeri, quanto chiede il primo possibile l’applicazione del nuovo piano di mobilità cittadino. Doveva partire già a maggio, poi i ripensamenti del sindaco Cimmino e dell’assessore Scafarto hanno fatto slittare l’inizio della rivoluzione traffico a Castellammare. La consigliera fedelissima del primo cittadino chiede tempi certi e brevi, perché il dubbio è che l’istituzione della maxi-Ztl possa slittare ulteriormente.
Fratelli d’Italia, invece, mette sul tavolo la questione legata alle imposte comunali. Venerdì il sindaco Cimmino ha annunciato la cancellazione della Tari alle chiese, proposta ammirevole. Ma c’è una disparità di trattamento tra i luoghi di culto e gli esercizi commerciali. Per i negozianti e per le aziende, infatti, la cancellazione della Tari ha riguardato solo tre mesi (quelli del lockdown). La proposta del partito di Giorgia Meloni sarà quella di ottenere un’esenzione più lunga per i commercianti. Una settimana di tempo per mettere la discussione sul tavolo della maggioranza, prima del voto sul bilancio previsto per l’8 giugno.
Daniele Di Martino

