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Cronaca

Incidente nella galleria di Seiano, coinvolti più veicoli: traffico in tilt

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Traffico in tilt nella galleria per un  

/. Rocambolesco incidente nella galleria di Seiano questa mattina poco dopo le sei. Ad essere coinvolti più mezzi compreso un furgoncino adibito al trasporto di bibite. La circolazione veicolare è rimasta bloccata perché il sinistro ha interessato entrambe le corsie, sia direzione Napoli che Sorrento. Sul posto gli agenti della polizia stradale che stanno effettuando i rilievi del caso e cercando di ricostruire l’esatta dinamica dei fatti. I mezzi di soccorso e il personale dell’Anas. La galleria è temporaneamente chiusa al traffico in attesa che venga ripristinata e ripulita l’intera carreggiata. Si registrano code in entrambi i sensi di marcia.

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Cronaca

Covid, la disperazione di un ristoratore stabiese: “I nostri sforzi inutili, noi tartassati dal Governo”

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di Stabia. Preoccupa non poco i ristoratori che da domani dovranno chiudere al pubblico i locali dalle 18 per effetto del nuovo decreto firmato oggi dal presidente Giuseppe Conte. Un decreto che ha suscitato non poche critiche da parte degli operatori economici coinvolti. Questo decreto «ci lascia perplessi ed un’amarezza immane, ormai il comparto ricettivo è diventato quello più tartassato e quello che ha scatenato questo maledetto virus». A scriverlo è un ristoratore stabiese che ha affidato il suo sfogo ai social dove ha raccontato gli sforzi, divenuti inutili, per adeguare la struttura secondo le norme anticovid. «Ci hanno obbligato a fare di tutto, a farci impazzire con mille decreti – scrive – Distanziamento, gel ovunque, misurazione delle temperature, la cucina è diventata una sola operatoria, perdita di posti a sedere, orari sballati. Tutto abbiamo fatto e l’abbiamo fatto con piacere, con abnegazione e serietà… a cosa è servito? Forse perché il nostro settore non fa lobby? Non si vende? Siamo stanchi, esausti…». Il problema non è solo relativo all’adeguamento ma ha anche risvolti occupazionali perchè con orari ridotti ci sarà anche una riduzione di personale. «Ora ci avete costretto a mandare a casa padri di famiglia, scegliere tra di loro chi deve stare a casa e a chi no. La cassa integrazione? E quando gli arriverà visto l’esperienza di marzo ed aprile? Ci mettete la chiusura alle 18…Come faranno quelle attività che lavorano prettamente di sera? Devono chiudere! Non si poteva stare aperti fino alle 23 e con controlli reali e veri e chi si comportava male punirlo? No, chiusi. I vostri errori li stanno pagando i ristoratori, i baristi, i rosticcerie, pizzaioli…e c’è chi invece può andare avanti malgrado i mille assembramenti reali, non quelli in cui ci si siede ad un tavolo e si ha altre persone ad un metro o più. Noi stasera come guarderemo in faccia ai nostri ragazzi? A quelli che ci hanno dato il cuore da oltre 4 anni, come metteremo la testa sul cuscino pensando a chi comunicheremo che nei prossimo giorni non sarà dei nostri?» e soprattutto «chi tutelerà queste persone?». (Emilio D’Averio)

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