Il 2023 anno di svolta per la politica e anche per quella stabiese
Castellammare di Stabia. Manca tanto ma non troppo! È prossimo ma per la velocità dei tempi della politica contemporanea, è un’era geologica. Eppure per il paese è un punto di svolta. Il 2023 sarà l’anno del nuovo parlamento a ranghi ridotti dopo l’approvazione del referendum ed a Castellammare si rinnoverà il governo della città. Sarà un partita epocale come agli inizi degli anni ‘90. Un’era, ancor più post ideologica, dove a vincere ed a dettare i tempi della politica saranno più gli attori in campo che i partiti. La vittoria a mani basse di Zaia e De Luca non sono certamente attribuibili al PD ed alla Lega più di quanto non lo siano le figure dei due Governatori. Quale sarà quindi il ruolo dei partiti di oggi nella prospettiva del domani.
In questa prima parte ci occupiamo del magma indistinto ed ancora indecifrato del campo moderato. Un campo che va da quel che resta di Forza Italia al recinto dei riformisti del PD. Un campo decisamente europeista e “governativo”. Un campo diesel, non di pancia, estremamente strategico ma al contempo ad oggi poco identitario. Qui, a mancare è ancora una leadership condivisa e le troppe prime donne potrebbero rappresentare un limite. Eppure, c’è una tappa intermedia che potrebbe sbloccare questo pantano. Il Sindaco di Roma. Lo fu negli anni ‘90 con lo sdoganamento della destra post fascista allorché si apri il confronto tra conservatori e progressisti. E cosi, adesso, la discesa in campo di Calenda potrebbe essere l’occasione politica ed elettorale per riunire un campo largo che ad oggi parrebbe fantascienza politica. La legge elettorale a doppio turno maggioriatrio o proporzionale con le preferenze favorirebbe questo processo. E cosi anche in città a Castellammare i tanti attori privi di riferimento politico potrebbero trovare casa. A partire dal Sindaco Cimmino, oggi legato al mondo Pentangelo-Cesaro più che a Forza Italia, il quale potrebbe far valere in proprio la sua poltrona di primo cittadino di una tra le prime città della Campania. E Di Nardo suo sodale al momento resisterà al suo fianco o cambierà la sua ennesima casacca?
Eppoi, i plenipotenziari delle preferenze Eutalia Esposito, Eduardo Melisse e Francesco Iovino troverebbero casa in uno dei campi che costituirebbero questo rassemblement moderato. Lo stesso candidato a Sindaco del Centrosinistra Massimo de Angelis resterà sempre apolide nel suo civismo ondivago o non si farà sfuggire l’occasione per essere della partita. Chi c’è già in questa prospettiva come il deputato Vitiello o il capogruppo di ItaliaViva Di Martino e lo stesso ex Sindaco Pannullo si troveranno a condividere questo nuovo assetto con chi si è visto loro contrapposto o quantomeno ha determinato forti e traumatiche rotture politiche. Una novità in questo campo certamente è rappresentata dal candidato di +Europa, Francesco Somma, forte del suo successo elettorale.
Ma tant’è, le incognite della politica riservano di queste sorprese. Chi e quale di questi, allo stato singoli protagonisti, potrà assumere la leadership in città? Chi per prima prenderà l’iniziativa e non si adagiera’ sul ruolo che ricopre o ha ricoperto. Chi detterà le priorità della città ed intercetterà i bisogni dei cittadini. Chi anteporrà la prospettiva alla gestione. Insomma una sfida complicata ed aperta che, al netto dei nomi fatti e già consumati, potrebbe riservare anche qualche sorpresa di chi oggi in panchina voglia cominciare a cimentarsi nel governo della cosa pubblica. (Buffalo Bill)