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Cronaca

Covid, la disperazione di un ristoratore stabiese: “I nostri sforzi inutili, noi tartassati dal Governo”


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Castellammare di Stabia. Preoccupa non poco i ristoratori che da domani dovranno chiudere al pubblico i locali dalle 18 per effetto del nuovo decreto firmato oggi dal presidente Giuseppe Conte. Un decreto che ha suscitato non poche critiche da parte degli operatori economici coinvolti. Questo decreto «ci lascia perplessi ed un’amarezza immane, ormai il comparto ricettivo è diventato quello più tartassato e quello che ha scatenato questo maledetto virus». A scriverlo è un ristoratore stabiese che ha affidato il suo sfogo ai social dove ha raccontato gli sforzi, divenuti inutili, per adeguare la struttura secondo le norme anticovid. «Ci hanno obbligato a fare di tutto, a farci impazzire con mille decreti – scrive – Distanziamento, gel ovunque, misurazione delle temperature, la cucina è diventata una sola operatoria, perdita di posti a sedere, orari sballati. Tutto abbiamo fatto e l’abbiamo fatto con piacere, con abnegazione e serietà… a cosa è servito? Forse perché il nostro settore non fa lobby? Non si vende? Siamo stanchi, esausti…». Il problema non è solo relativo all’adeguamento ma ha anche risvolti occupazionali perchè con orari ridotti ci sarà anche una riduzione di personale. «Ora ci avete costretto a mandare a casa padri di famiglia, scegliere tra di loro chi deve stare a casa e a chi no. La cassa integrazione? E quando gli arriverà visto l’esperienza di marzo ed aprile? Ci mettete la chiusura alle 18…Come faranno quelle attività che lavorano prettamente di sera? Devono chiudere! Non si poteva stare aperti fino alle 23 e con controlli reali e veri e chi si comportava male punirlo? No, chiusi. I vostri errori li stanno pagando i ristoratori, i baristi, i rosticcerie, pizzaioli…e c’è chi invece può andare avanti malgrado i mille assembramenti reali, non quelli in cui ci si siede ad un tavolo e si ha altre persone ad un metro o più. Noi stasera come guarderemo in faccia ai nostri ragazzi? A quelli che ci hanno dato il cuore da oltre 4 anni, come metteremo la testa sul cuscino pensando a chi comunicheremo che nei prossimo giorni non sarà dei nostri?» e soprattutto «chi tutelerà queste persone?». (Emilio D’Averio)


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Cronaca

Covid, De Luca: «Evitare feste in piazza a Capodanno, Campania riesce a reggere. Soluzione il vaccino»

De Luca sconsiglia feste di Capodanno non escludendo la possibilità di emanare ordinanze con divieti

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De Luca

«Eviterei feste in piazza a Capodanno». E’ la raccomandazione del Governatore della Regione Campania Vincenzo De Luca nel corso del suo appuntamento in diretta social del Venerdì. Il presidente è intervenuto commentando la situazione epidemiologica sul territorio regionale. «Se la situazione resta questa, la Campania regge ma per reggere dobbiamo essere rigorosi, qui più che in altre regioni d’Italia. Ieri i positivi in ​​Campania erano 900, con un tasso di contagiosità del 5,7%. Abbiamo avuto – ha ricordato – 28mila vaccinazioni, c’è una, finalmente, una ripresa delle vaccinazioni. La gran parte dei 900 positivi sono asintomatici, un’altra quota hanno lievi sintomi, soltanto i non vaccinati hanno problemi seri. Ieri non abbiamo registrato un aumento rilevante di ricoveri, né ordinari né in terapia intensiva. Sono stra convinto che, se siamo responsabili, se completiamo per metà dicembre la vaccinazione a tutto il personale sanitario e scolastico, riusciremo a governare la situazione e evitare sia la chiusura delle scuole che delle attività economiche». Il Governatore è intervenuto anche sugli eventi in vista di fine anno non escludendo anche l’emanazione di ordinanze per vietare feste e spettacoli. «Non so se sia il caso di fare feste di piazza a fine anno. Io sarei per evitarli. Cosa vuoi controllare in una festa del genere? – sottolinea dopo aver sollecitato controlli rigorosi sulle misure anti covid – ed è un peccato bruciare risultati importanti di tranquillità, magari per una grande festa o evento. Per quest’anno mi manterrei prudente, teniamoci quello che abbiamo già conquistato».

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