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Castellammare. Emergenza Covid, Scala (LeU) scrive al Ministro della Salute

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Il Consigliere di opposizione ha scritto a Roberto Speranza

«Caro Roberto, caro Ministro Speranza, la situazione in Campania è al collasso sanitario e non da oggi». E l’incipit della lettera aperta scritta dal Consigliere Comunale di opposizione di Castellammare di Stabia, Tonino Scala, che si è appellato al titolare del dicastero alla Sanità. Una lettera che racconta e descrive quanto sta avvenendo in Campania.
Ciò che sta accadendo in queste ore ha dell’incredibile. Uomini e donne in auto, in ambulanze pubbliche e private in fila per provare ad entrare in un ospedale per essere curati.
Lo so, sta succedendo in molte parti del Paese, ma qui c’è qualcosa che non torna.
Il bollettino che la Regione Campania ha diramato da meno di un’ora dice che i posti letto di terapia intensiva disponibili sono 590, quelli occupati 186. Ci dovrebbero essere, se la matematica non è un’opinione, ancora 404 posti da occupare. Stesso dicasi per i posti letto di degenza disponibili che sono 3.160, mentre quelli occupati 1.817. Ci dovrebbero essere ancora a disposizione 1343 posti, sempre se so fare ancora una sottrazione. Ma i conti, mi duole dirlo, non tornano. E non parlo per le scene viste in tv, ma quello che vivo con le telefonate di amici che hanno qualche parente e/o conoscente in attesa, in mezzi di fortuna o ambulanze, per entrare in qualche nosocomio.
A Castellammare poi, la mia città, la situazione non è per niente sotto controllo. In poco più di tre giorni sono morte tre persone che non son riuscite ad avere le ambulanze per entrare in ospedale.
No, non per mancanza di volontà, erano in fila con a bordo pazienti per entrare. Per non parlare del suocero di un caro amico che non vedendo arrivare gli uomini e le donne del 118 per le stesse ragioni, è stato accompagnato dai familiari con mezzi propri ed è morto in auto, mentre era in fila. Non aveva il covid. Sì Roberto, sì caro Ministro, si muore anche di altre malattie, purtroppo o per fortuna, ormai non ci capisco più niente.
La foto che vedi allegata è la situazione del nosocomio di Castellammare, scattata qualche ora fa.
Non è da Paese civile ciò che sta accadendo, comprendo l’emergenza, unica nella sua complessità, ma se i posti ci sono secondo la Regione, di chi è la colpa di questo disastro? Dei medici che non fanno entrare pazienti creando a tavolino il caos, non è ben chiaro per quale motivo, per quale interesse? Oppure di chi dà i numeri al lotto? Anche qui, lo confesso, non ho ben chiaro per quale arcano motivo, se non per pura vanità.
Le chiamate ormai si susseguono come non mai con familiari di uomini e donne che aspettano di entrare nelle strutture per essere curate come prevede la nostra Bella Costituzione che qui, in queste ore, ha una vacatio nella mia terra.
Credo che così non si possa continuare. Mi interessa poco lo scontro politico con chi governa oggi e non voglio nemmeno parlare di come ha governato ieri, ci saranno tempi e modi per farlo.
Ora mi interessa che in questo lembo di terra si dia a tutti la possibilità di essere curati.
Mi interessa che qui il diritto alla salute non diventi optional.
Lo dico a te, che hai dimostrato sensibilità e sobrietà in questi anni duri che ti stanno temprando e rendendo ancor più attento. Lo vedo dal modo con il quale stai affrontando questi mesi difficili.
In Campania bisogna fare qualcosa. Questo scontro tra istituzioni, i comuni che attaccano la Regione, la Regione che attacca il Governo è diventato un teatrino insopportabile, tanto più mentre la gente muore ed è in attesa di ricevere assistenza.
Intervieni, ora, non domani, prima che sia troppo tardi.
In che modo? Non sta a me dirlo, hai gli strumenti e le capacità per individuare le giuste soluzioni.
So solo che serve innanzitutto serietà. Sì chiedere serietà a chi pensa che sia un gioco, a chi vomita parole a vanvera e, qualora questa situazione dovesse reiterarsi, di esercitare financo i poteri sostitutivi che la Costituzione dà in momenti straordinari come quello che stiamo vivendo. C’è bisogno che qualcuno faccia cosa non si sta facendo.
Non c’è più tempo Roberto, caro Ministro. Se non ora, quando?
Tonino Scala

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Juve Stabia, la bella scoperta di nome Edgar Elizalde: figlio dell’Uruguay con la garra nell’anima

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Juve Stabia, la bella scoperta di nome Elizalde: figlio dell’Uruguay con la garra nell’animo

Il gioco del calcio è, storicamente, associato agli inglesi. Da loro, almeno questo è quello che ci viene raccontato da centinaia di anni, è partita tutta la magia che ci accompagna fino ad oggi. Ma il luogo in cui il pallone ha iniziato a rotolare e dare un senso diverso a questo sport è stato sicuramente il SudAmerica. Gli inglesi hanno anche potuto inventare le regole, ma i primi fenomeni, le prime storie da raccontare hanno gli accenti brasiliani, argentini e uruguagi.

Proprio in Uruguay è nato e cresciuto calcisticamente un calciatore che attualmente veste la casacca della Juve Stabia: Edgar Joel Elizalde Ferreira, noto semplicemente come Edgar Elizalde. Il ragazzo, classe 2000, è stato acquistato durante la finestra di mercato di gennaio dalla società stabiese. Arriva in prestito dal Pescara, dove per un motivo o per un altro non aveva mai praticamente giocato. Ma dalla terra del Fùtbol tantissimi hanno iniziato a porsi una domanda: “Ma perché Edgar non gioca nella Serie B italiana?” Una domanda lecita, più che lecita. Perché Elizalde, nella sua terra, viene visto come un giovane talento pronto ad esplodere. Un calciatore già importante per la sua selezione giovanile. Infatti, tra l’under-17 e l’under-20 uruguagia conta oltre 40 presenze con due reti all’attivo. Ma la camiseta celeste dell’Uruguay non è come le altre. Chi indossa quella maglia, anche quella delle giovanili, è speciale. Ed Edgar lo è. Non sappiamo perché a Pescara non si sia trovato bene o perché non abbia trovato spazio. Ma nelle poche apparizioni con la Juve Stabia, tutto il suo valore è fuoriuscito. Un classe 2000 con una personalità già ben strutturata. Con quella garra sudamericana già ben sviluppata.

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A Castellammare se ne sono già accorti. Elizalde in pochi giorni si è preso la titolarità agli ordini di mister Pasquale Padalino. Prima come terzo di difesa a sinistra, poi addirittura in posizione centrale vista l’assenza di Troest. Una duttilità tattica importante perché alla fine stiamo parlando di un ragazzo che la maggior parte delle partite le ha giocate da terzino sinistro. E lo ha fatto anche discretamente bene. Ma è qui che si nota la voglia di emergere diversa di un sudamericano. “Voglio giocare, dove mi posiziona il mister conta poco, io darò tutto me stesso”. Sarà stata questa la frase più gettonata nelle mente di Elizalde. Così è andata a finire. Ha giocato fuori ruolo ma lo ha sempre fatto bene. Tre presenze da quando è a Castellammare. Tre presenze in cui ha già dimostrato tanto. Toglierlo, ora, dal campo per Padalino non sarà facile. Ha tra le mani un calciatore importante. Un figlio dell’Uruguay, già questo dovrebbe bastare per lasciarlo in campo da qui fino alla fine della stagione. Peccato per la gente di Castellammare che sia solo in prestito. Ne sentiremo parlare di lui, molto presto.

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