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Cronaca

Covid, sarà Fratiell e surelle 2.0: la preghiera si sposta online. L’iniziativa del Rione Mercato

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L’invito alla preghiera sui social. Intanto il Sindaco avvisa: «Stop ai falò. Sarà per il prossimo anno»

Castellammare di Stabia. Almeno quest’anno bisognerà dimenticare il tradizionale corteo stabiese di «Fratiell e Surelle» nei dodici giorni antecedenti la festa dell’Immacolata. L’emergenza sanitaria non consente di svolgere in sicurezza il consueto invito alla preghiera al mattino accompagnato con musica e da un corteo di fedeli che svegliano il proprio rione invitando tutti gli abitanti alla recita del Santo Rosario in onore della Madonna. Il rione Mercato, nella zona centrale della città, per non cancellare la tradizione utilizzerà i social network per diffondere l’invito alla preghiera. «Purtroppo quest’anno non sentirete quella dolce Voce nella notte che vi invitava a recitare il Santo Rosario – scrive il gruppo sui social – Ma tutti insieme possiamo riunirci nella preghiera. E con la protezione della nostra Mamma Celeste supereremo questo momento di prova e di grande bisogno. La notte del 25/11 e la mattina del 26/11 Prima Stella dell’Immacolata. Il gruppo Fartiell e Surell si collegherà sulla pagina alle ore 04,30 per la preghiera del Rosario e registrazione voce della prima stella. Siete tutti invitati a pregare con noi, ricordiamoci la preghiera prima di tutto, il resto è un contorno».

STOP AI FALO’. Il primo cittadino Gaetano Cimmino ha fatto sapere che quest’oggi si è tenuta una riunione tecnica con le forze dell’ordine al commissariato di polizia sulle tradizionali iniziative dell’Immacolata, una festa molto sentita in città. «In base alle disposizioni nazionali vigenti, è chiaro – fa sapere il sindaco – che non sarà possibile lo svolgimento dei tradizionali rituali di Fratiell e Surell e della festa dei falò in villa comunale, dal momento che sono vietati gli assembramenti ed è necessario continuare a rispettare il distanziamento sociale. Stiamo valutando soluzioni alternative per onorare la tradizione anche quest’anno».


Cronaca

Meb, Vescovini dagli operai: “Pronti a fare la nostra parte, la politica individui l’area per la fabbrica”

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«Questa è un’avventura ma siamo convinti di avere successo»

di Emilio D’Averio
Castellammare di Stabia.  E’ arrivato da Trieste per incontrare i lavoratori della “Meridbulloni” scaricati lo scorso 18 dicembre dall’azienda. Un incontro a Via De Gasperi nel pomeriggio  faccia a faccia «senza intermediari» come lui stesso ha specificato sui social per conoscere le tute blu che è disposto ad assumere già nelle prossime settimane. Prima l’appuntamento istituzionale con il primo cittadino Gaetano Cimmino e i sindacati poi l’arrivo davanti ai cancelli dell’ormai ex fabbrica. Un’accoglienza calorosa quella riservata all’imprenditore “venuto dal Nord” pronto ad investire diversi milioni di euro al Sud. «In un anno costruiremo un nuovo impianto in Campania». Questa l’intenzione di Alessandro Vescovini che è arrivato accompagnato dalla moglie a bordo di una semplicissima auto ed in tutta la sua semplicità e genuinità si è fermato per diverso tempo nel piazzale antistante lo stabilimento stabiese per poi fare rientro in una struttura alberghiera dove ha pernottato. Ad accompagnarlo anche il primo cittadino che ha parlato di una «giornata importante» ringraziando l’imprenditore per il suo interessamento alla vertenza.

«Non siamo dei benefattori – ha precisato Vescovini –  ma pensiamo che questa sia un’opportunità. Tanta gente che sa fare il nostro lavoro, noi metteremo soldi nostri e ovviamente avremo le agevolazioni fiscali previste. Ma non veniamo per questo, veniamo qui per investire sulla professionalità di questi operai rischiando il nostro denaro e la nostra passione. Noi siamo un gruppo in crescita e questa può essere un’opportunità».  La road map prevede una lettera d’intenti entro quindici giorni che coinvolga nuova proprietà, Comune di Castellammare, Regione Campania, Mise e sindacati. Parallelamente si procederà con la costituzione di una nuova società, le posizioni contributive, le assunzioni e quindi la tutela dei livelli occupazionali.
«Ci affidiamo al territorio (e quindi alla politica ndr) che ci trovi un immobile di 10mila metri quadri. Andremo in affitto noi investiremo sui macchinari. Occorre una struttura di 10mila metri quadri». Sarebbero già state individuate dalla regione Campania tre aree che potrebbero essere compatibili con la costruzione della fabbrica. «Questa è un’avventura ma siamo convinti di avere successo. Quando c’è uno stabilimento che funziona e  che produce ricchezza è chiaro che avrà la possibilità di assumere più persone. Oggi noi partiamo, qui invece quando faremo lo stabilimento. Sono tutte persone che hanno avuto a che fare con bulloni, quindi chiaro che ci sono tutte le possibilità per lavorare. Quando riparte uno stabilimento da zero però non è una cosa facile. Noi però abbiamo già questa esperienza in Serbia e ci siamo riusciti». Vescovini ha precisato che«non ci saranno assunzioni di tutti gli 80 licenziati» anche se l’intenzione è prenderli tutti. «Noi cominciamo a lavorare e a produrre utili e in base a questi la platea delle maestranze potrà allargarsi». Non ci sono «trattative con i sindacati – ha aggiunto l’ imprenditore – perché siamo persone che si stanno mettendo insieme per vedere come noi possiamo investire 7-8 milioni di euro.  Non è una cosa semplice, però vogliamo farla bene, perché mai più qualcuno chiuda baracche e burattini com’è  successo adesso semplicemente perché non si chiude un sito produttivo». Ai lavoratori che hanno chiesto quanto tempo dovranno stare lontani da casa, dovendo fare formazione a Monfalcone, prima di poter tornare a casa l’imprenditore ha risposto: «Noi qui faremo stampaggio e rullaggio e sono certo che molti di voi hanno già la professionalità per stare ai macchinari che installeremo. Penso che in un mese e mezzo potreste essere già  pronti. Ma se non porto qua i macchinari – il che dipende dall’immobile che troveranno le istituzioni – come faccio a dirvi quando tornerete qui?».

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