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Cronaca

Il boss Cesarano, al 41-bis, punito per aver salutato un detenuto: assolto in Cassazione

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Il boss al 41-bis punito per aver salutato un altro detenuto. La sanzione nei confronti del boss Ferdinando Cesarano annullata dalla Cassazione. Il fatto risale agli inizi del 2019, quando al boss Cesarano viene notificata la sanzione disciplinare dell’ammonizione inflittagli dal Consiglio di disciplina della Casa circondariale dell’Aquila, per aver salutato un altro detenuto, anch’egli sottoposto al regime di cercere duro, appartenente a un diverso gruppo di socialità.
Il fondatore della cosca di Ponte Persica propone ricorso al magistrato di Sorveglianza, vedendosi accolto il reclamo, che di fatto annulla la sanzione. Il Ministero della Giustizia, a sua volta, presenta un ricorso contro la decisione del giudice, ricorrendo al Tribunale di Sorveglianza. Anche in questo caso, il collegio dà ragione al boss Ferdinando Cesarano, “ritenendo – si legge nel provvedimento – che nella semplice dichiarazione di saluto, anche qualora accompagnata dalla menzione di un nome proprio di persona, ma non inquadrata nel contesto di una conversazione, non potesse ravvisarsi una comunicazione in senso proprio”.
Il Ministero della Giustizia va fino in fondo, ricorrendo in Cassazione, continuando a sostenere “il divieto di comunicazione fra detenuti appartenenti a diversi gruppi di socialità ricomprenderebbe anche il saluto, atteso che, in questo modo, si potrebbe prevenire il pericolo di messaggi occulti e, con essi, di contatti fra soggetti legati allo stesso gruppo criminale”.
Ma anche la Suprema Corte “assolve” il boss Ferdinando Cesarano. Un solo saluto tra detenuti al 41-bis, a questo punto, non è ritenuto punibile.

dadimar


Cronaca

Superato il milione di vaccinati: Campania prima regione ma De Luca attacca: “Distribuzione squilibrata”

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Il Governatore: “Nostro sistema sanitario efficiente, ma la distribuzione delle dosi è squilibrata”

Tocca quota 1.072.086 il numero delle vaccinazioni somministrate fino a oggi, secondo i dati diffusi dal Ministero della Salute, e aggiornati a questa sera. Vaccino inoculato a 672.362 donne e 399.724 uomini. I destinatari sono operatori sanitari e sociosanitari (745.651), personale non sanitario (230.461) e ospiti delle strutture sanitarie (95.974). La Campania resta la prima regione d’Italia con 98.505 somministrazioni di Vaccini, su 101mila 145 dosi consegnate fino ad ora, ovvero il 97,4 per cento. Per fasce di età 10.259 dosi sono state somministrate nella fascia di età tra i 20 e i 29 anni; 17.136 nella fascia di età che va dai 30 ai 39 anni; 19.035 sono state somministrate nella fascia di età tra i 40 e i 49 anni; 25.867 nella fascia di età tra i 50 e i 59 anni; 21.547 nella fascia di età che va dai 60 ai 69 anni. “Questo – commenta De Luca – è una cosa che deve farci inorgoglire perché dimostra l’efficienza del nostro sistema sanitario. Ma la sfida più importante, quasi al limite della follia, è  di diventare per fine anno la prima regione d’Italia e d’Europa ad uscire fuori dall’epidemia, ovvero completare la vaccinazione per tutti i campani. La distribuzione dei Vaccini in Italia è squilibrata – ha spiegato De Luca – abbiamo avuto meno Vaccini di quanti ne dovessimo avere in base alla popolazione campana; dobbiamo dunque recuperare una quota in più di Vaccini, ma abbiamo dimostrato di essere molto efficienti”.
I numeri delle regioni. Abruzzo (76,7%), Basilicata (53,4%), Calabria (45,9%), Campania (97,4%), Emilia-Romagna (85,1%), Friuli Venezia-Giulia (75,2%), Lazio (73%), Liguria (64,3%), Lombardia (72,2%), Marche (77,8%), Molise (65,5%), Provincia autonoma Bolzano (72,2%), Provincia di Trento (64,9%), Piemonte (77,5%), Puglia (73,5%), Sardegna (64,3%), Sicilia (71,7%), Toscana (80,4%), Umbria (82,4%), Valle d’Aosta (79%), Veneto (83,5%).

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