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Cronaca

Meridbulloni, gli operai alla nona notte: “Serve legna per riscaldarci”

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L’appello social degli operai che chiedono legna da bruciare per riscaldarsi

Castellammare di Stabia. «Stiamo per affrontare la nona notte ed è arrivato il freddo e la neve. Serve legna da bruciare». E’ l’appello social degli operai della Meridbulloni in protesta da otto giorni fuori ai cancelli dello stabilimento di Via De Gasperi e che ora si apprestano ad affrontare la nona notte tra la pioggia e la neve che sta imbiancando il Vesuvio. Un presidio per difendere la fabbrica dalla delocalizzazione in Brianza, programmata dalla famiglia Fontana, proprietaria dell’azienda. Inizia a finire la legna da ardere nel braciere antistante le tende montate davanti ai cancelli della fabbrica proprio quando le temperature hanno subito un vertiginoso calo.

«Ci alterniamo a gruppi di 30 e di 20 – spiegano – davanti ai cancelli che sono stati chiusi il 18 dicembre, per evitare che portino via i macchinari». La città intera e altre fabbriche della Campania si stanno stringendo intorno agli 81 operai della fabbrica di bulloni per auto, ai quali la notizia della chiusura del sito produttivo è giunta a cose fatte. «Stiamo ricevendo – dice un operaio – tanto sostegno dai cittadini, che ci pagano il cappuccino e i cornetti al mattino, anche i bar, spontaneamente ci inviano il caffè tutto il giorno, pranzi completi e pizze di sera. Sono venuti a trovarci le delegazioni delle fabbriche della Campania». Agli operai non mancano le visite di rappresentanti politici locali di tutti i partiti, dal Movimento 5 Stelle, al Pd, Italia Viva, Lega Nord, Leu, Fratelli d’Italia. «Ci ha fatto visita il sindaco, Gaetano Cimmino, il Vescovo, monsignor Francesco Alfano, è venuto il parroco don Gennaro Giordano, poi associazioni» raccontano gli operai, che però non nascondono di avere atteso finora il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca. «Lui è più sanguigno, è l’unico che riuscirebbe a fare sentire la nostra voce con la forza che occorre» spiegano. E oggi passeranno una nuova notte al freddo e al gelo. emidav


Cronaca

Medico di Sant’Antonio Abate stroncato da un infarto durante una partita di tennis

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L’uomo di Sant’Antonio Abate aveva 46 anni

Sant’Antonio Abate. Stroncato da un arresto cardiaco mentre stava giocando a tennis, sport che amava. Si è spento così nella giornata di oggi Mauro Valeriano D’Auria, gastroenterologo in servizio all’Ospedale Umberto I di Nocera Inferiore.

L’uomo, originario di Sant’Antonio Abate, da alcuni anni si era trasferito ad Aversa città di origine della moglie. In tanti hanno espresso, attraverso i social,  i loro messaggi di cordoglio per la scomparsa improvvisa di un amico oltre che un professionista stimato nell’ambiente ospedaliero. Il medico lascia una moglie e due figli piccoli.

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