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Cronaca

Balenottera trovata morta nel porto di Sorrento forse uccisa da un virus


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Sorrento

In tuta bianca e mascherine, armati di bisturi, o meglio di seghe e motoseghe, strumenti tecnologici, attrezzature per la documentazione fotografica, il super team, coordinato da Sandro Mazzariol, professore dell’Università di Padova, ha cominciato oggi l’esame necroscopico sulla carcassa della balenottera trovata morta giovedì scorso nelle acque del porto di Sorrento che è terminato in serata dopo 13 ore. Ancora sconosciute le cause della morte della balenottera. Non è stato trovato alcun fattore antropico o evento esterno. L’esemplare è deceduto circa una settimana fa, tra giovedì e venerdì e questo, ieri sera, aveva fatto pensare che si potesse trattare dello stesso esemplare visto proprio quel pomeriggio nel porto. Ma la mastodontica balena è risultata incompatibile, video alla mano, con quella che si dimenava contro il molo. Non erano madre e figlio. In quanto la femmina analizzata non ha partorito da poco. Probabilmente, si tratta di un esemplare tra i 7 e i 10 metri, un giovane adulto già indipendente, ma in qualche modo legato alla femmina morta e quindi in stato di stress e confusione.
Non è stata trovata nessuna traccia di plastica evidente. Le misure, 19,77metri, confermano che si tratti della balenottera comune più grande registrata nel Mediterraneo. Campioni di organi e tessuti sono stati prelevati e saranno inviati a vari laboratori in tutta Italia, nelle prossime settimane si potrebbe sapere qualcosa in più.
Una prima ipotesi, era che il mammifero, una femmina, fosse deceduto a causa di un virus, il cosiddetto morbillo delle balene, endemico nel Mediterraneo dalla fine degli Anni ’80.
Per arrivare al porto di Napoli, la balenottera ha attraversato nella notte tra mercoledì e giovedì il golfo, da Sorrento, trasportata da un convoglio di imbarcazioni, le motovedette CP267 e CP532 della guardia costiera. L’impresa ha coinvolto mezzi e uomini delle capitanerie di porto di Castellammare e Napoli, coordinati dalla Direzione Marittima e i subacquei e il personale del Reparto operativo del Comando generale della Guardia costiera, che ha inviato sul posto il proprio Laboratorio ambientale mobile.


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Cronaca

Castellammare, evasione fiscale: sequestro di 17 milioni di euro

Coinvolti professionisti, impresa di costruzioni e società di diagnostica

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evasione

I militari del Gruppo della Guardia di Finanza di Torre Annunziata hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo emesso dal gip del tribunale di Torre Annunziata su richiesta della Procura torrese nei confronti dell’amministratore di una società di costruzioni, di due professionisti, di una società di diagnostica, dell’amministratore di quest’ultima e dell’amministratore di un’altra società.

La misura cautelare reale è stata emessa all’esito di accertamenti di natura economico-finanziaria svolti dalle fiamme gialle della compagnia di Castellammare di Stabia nei confronti di una delle società dai quali è emerso il reato di evasione contestato dalla Procura. Il valore del sequestro preventivo è di 17 milioni di euro.

È stata evidenziata, in particolare, l’assenza delle dichiarazioni fiscali ai fini Iva e delle imposte dirette per gli anni 2013, 2014 e 2015, oltre a molteplici irregolarità per gli anni d’imposta 2016 e 2017, per i quali le relative dichiarazioni risultavano infedeli. La presunta evasione fiscale da parte della società edile, pari a oltre 8 milioni di euro, sarebbe stata realizzata mediante la complicità di due commercialisti incaricati della trasmissione delle dichiarazioni fiscali e dell’apposizione del visto di conformità. Inoltre, grazie alla stipula di appositi contratti di accollo tributario resi possibili dal concorso dei predetti professionisti, la società di diagnostica clinica sarebbe riuscita a portare in compensazione i propri debiti tributari con crediti tributari inesistenti delle altre società per un importo di oltre 2 milioni di euro.

Il tribunale ha ordinato il sequestro preventivo finalizzato alla confisca, diretta e per equivalente, delle somme di denaro nella disponibilità della citata società di diagnostica per oltre 2 milioni di euro e delle persone fisiche coinvolte, di beni immobili e mobili nel patrimonio di quest’ultimi per un importo di oltre 15 milioni di euro. I finanzieri, all’esito delle attività di perquisizione hanno sottoposto a sequestro rapporti finanziari, quote di partecipazioni societarie, immobili ed autoveicoli riconducibili a persone fisiche e giuridiche, per un importo, allo stato, pari a 785mila euro.

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