C’è una città sepolta tutta da scoprire. I tesori dell’antica Stabiae riaffiorano a ogni scavo. L’ultimo ritrovamento risale a circa una settimana fa, nei sotterranei di Palazzo Farnese: resti umani che testimoniano la presenza di tombe antiche. Una scoperta che non meraviglia gli esperti, perché a pochi passi dalla casa comunale c’è un tesoro ancora tutto da valorizzare. Parliamo della Necropoli di epoca romana sotto la Cattedrale di Castellammare, scoperta oltre un secolo e mezzo fa.
Tra il 1878 e il 1879, nel corso di lavori di ampliamento della Cattedrale stabiese, riaffiorarono sepolcri e sarcofagi di età media e tarda imperiale. Non solo. Durante quell’intervento fu rinvenuta anche una colonna miliare di Adriano, che stabiliva la distanza di 11 miglia da Nuceria, un pavimento a mosaico e altro materiale archeologico, in parte andato anche disperso. Per anni, invece, molti di questi reperti sono stati custoditi presso l’Antiquarium stabiano, in parte restituito ai visitatori nel nuovo museo archeologico «Libero d’Orsi», nel palazzo reale di Quisisana.
Si tratta di locali sotterranei che si estendono sotto la sacrestia della Cattedrale: tre ambienti adiacenti dove sono stati rinvenuti reperti risalenti dal III al VII secolo d.C.
La Necropoli, secondo gli esperti di archeologia, era situata lungo la via Nuceria-Stabiae-Surrentum, realizzata ancora prima dell’eruzione del ’79 d.C. e riattivata anche dopo l’attività vulcanica.
Una città «museo», dove riaffiorano testimonianze di un passato glorioso. Un patrimonio ancora da valorizzare. Basterebbe riscoprire fino in fondo l’antica Stabiae per attirare visitatori da tutto il mondo. Un primo grande passo è stato il museo archeologico alla Reggia di Quisisana. Ma c’è ancora molto da «scoprire» e da rilanciare.
Daniele Di Martino
Nella foto: pianta degli ambienti sotterranei sotto la sacrestia della Cattedrale (dis. Michele Caiazzo)