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La Ternana è troppo più forte: Juve Stabia battuta 3-0

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La Ternana è troppo più forte: Juve Stabia battuta 3-0

La Juve Stabia non riesce nell’impresa di fermare la capolista Ternana: gli uomini di Lucarelli si impongono con un netto 3-0 e confermano chiaramente la loro leadership. Questo girone C ha un chiaro padrone. Le Vespe escono da questo incontro con le ossa rotte, ora testa immediatamente alla trasferta, complicata, di Monopoli.

Primo tempo di dominio assoluto da parte della Ternana. Gli uomini di Lucarelli dimostrano in 45 minuti, se ce ne fosse ancora bisogno, perché sono primi e imbattuti nel girone c di Serie C. La Juve Stabia prova a reggere l’urto, prova a imbastire qualche azione offensiva, soprattutto con Orlando, ma alla lunga la Ternana colpisce. Dopo una serie di tentativi, in particolar modo di Falletti, le Fere passano in vantaggio con Peralta, bravo a sfruttare un erroraccio in disimpegno di Berardocco. Le Vespe provano ad organizzare una reazione ma il pressing e la compattezza degli avversari è asfissiante. Una pressione quasi a tutto campo che regala anche la seconda rete agli ospiti: da corner Suagher raddoppia.

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L’alba della seconda frazione sorride ancora una volta alla Ternana: subito dopo il ritorno dagli spogliatoi, Vantaggiato sigla una rete bellissima e fissa il punteggio sullo 0-3. Una minima reazione stabiese, a dire il vero, c’è grazie all’incornata di Troest che si stampa sulla traversa. Ma è troppo poco per scalfire l’attenta difesa di mister Lucarelli, che continua a mantenere il possesso palla e a provare a fare male dalle parti di Tomei. Ultima emozione del match la traversa di Romero.

La differenza tra le due squadre, purtroppo, si è vista tutta in questi 90 minuti in cui la Ternana ha semplicemente dominato. Complimenti alla formazione di Lucarelli, destinata a vincere questo campionato e tornare in B. Peccato per i ragazzi di Padalino, avrebbero potuto fare certamente di più.


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La Juve Stabia è inferiore al Bari. Ma la strada per tornare grande è davvero così lunga?

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La Juve Stabia è così lontana, attualmente dal Bari? No, non diciamo sciocchezze.

Prima di iniziare la consueta analisi del giorno dopo sulla partita della Juve Stabia, è doveroso fare una premessa e tornare indietro nel tempo di qualche settimana. Parola al presidente Andrea Langella che ai microfoni di Gianluca Di Marzio dichiarò: “Il nostro è progetto triennale, puntiamo a tornare in B entro tre anni”. Premessa terminata. Ergo, aspettarsi la promozione quest’anno o qualche altro miracolo di questo tipo è da folli. Ovviamente nel calcio tutto è estramamente possibile. Qualificarsi ai playoff e vincerli, ad esempio. Ma per la Juve Stabia non è questo l’obiettivo, almeno per questa stagione.

Detto questo, possiamo passare all’analisi sulla partita di ieri pomeriggio al Menti contro il Bari. Perché abbiamo ripreso le parole di Langella? Semplice. Per rassicurare i tifosi. Soprattutto quei tifosi che da inizio anno non fanno altro che criticare la squadra, l’allenantore e l’operato della società. Anche quando la Juve Stabia vince, che follia. Stesso copione anche ieri dopo la sconfitta, meritata, contro un Bari costruito per vincere a mani basse il campionato. Contro un Bari che, qualitativamente e nei singoli, potrebbe battere anche qualche squadra di Serie A, come il Crotone. Nulla contro il Crotone, ma ci sembra giusto far capire alla gente il valore dei pugliesi. Uno squadrone per questa categoria, senza discussioni.

Ieri pomeriggio al Romeo Menti la formazione di Padalino ha sfigurato di fronte agli avversari? Assolutamente no. E chi dice il contrario non avrà visto la partita, forse avrà seguito la diretta testuale o avrà visto solo il risultato finale. Ha meritato di perdere, questo si, ma perché? Andiamo velocemente a ripercorrere la partita. Primi 40 minuti di equilibrio totale, forse meglio la Juve Stabia. Un palo di Vallocchia e un rigore non dato alle Vespe le emozioni più forti in questo lasso di tempo. Poi una distrazione difensiva, l’inserimento di Marras (giocatore eccezionale) e gol dell’1-0. Vantaggio meritato? No. Assolutamente no. Ma la grande squadra è grande anche per questo. Brava a raccogliere il massimo dalla prima vera occasione da gol nel miglior momento possibile: a fine primo tempo. Subire un gol allo scadere della prima frazione è sempre una mazzata. Per tutte le squadre di tutte le categorie e di tutte le galassie. E infatti, pronti via, secondo tempo e subito il 2-0, sempre di Marras, dopo aver duettato con Antenucci (giocatore di serie A, chiaro?). Sul 2-0 sono diverse le occasioni per la Juve Stabia per rientrare in partita, con Borrelli ma soprattutto con Mulè che da due passi si divora la rete dell’1-2. Forse, da questo momento in poi del match, si può recriminare qualcosa a Padalino per non aver rischiato qualcosa di più. Perdere 3-0 o 2-0, effettivamente, non avrebbe cambiato la sostanza. Ma anche da questi errori tecnico e squadra non possono far altro che imparare e crescere. Prima o poi, il famoso salto di qualità, arriverà. Perché il lavoro è importante ed è apprezzato praticamente da tutti gli allenatori avversari. Qualcosa vorrà dire?

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Fatto velocemente il riassunto del match, il Bari (inteso come collettivo) ha giocato meglio della Juve Stabia? NO! Il Bari ieri ha vinto la partita per due o più giocate dei suoi super attaccanti. Marras, Antenucci, D’Ursi e Cianci sono calciatori importanti, superiori per questa categoria. La difesa del Bari si è mossa meglio della difesa della Juve Stabia? Anche qui, la risposta è negativa. Hanno commesso anche loro errori di posizionamento, alcuni errori ingenui come nel caso del rigore non fischiato, non hanno accorciato sul tiro di Vallocchia finito sul palo. Insomma, il Bari ha segnato, la Juve Stabia no. E quindi è giusto che, in questo sport la squadra, più cinica sia tornata a casa con i tre punti in tasca. Purtroppo un copione visto e rivisto quest’anno per le Vespe. Ma la differenza con i pugliesi non è stata così abissale come in tanti hanno scritto nell’immediato post partita o nel day after. Il Bari, così come Avellino o Ternana, sono squadre più attrezzate, più esperte, ma non così lontane dallo status attuale di questa Juve Stabia. La strada intrapresa è quella giusta. Poi magari ci risentiamo tra due anni, a fine progetto-Langella. In attesa di quel giorno, analizziamo in modo corretto la crescita della squadre allenata da Padalino.

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