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Riflessioni e commenti del Centro Studi Piero Calamandrei sugli aspetti giuridici ad oggetto la sentenza della Corte Costituzionale sul “Patrocinio a spese dello Stato per tutte le vittime di violenza sessuale”

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Riflessioni e commenti del Centro Studi Piero Calamandrei sugli aspetti giuridici ad oggetto la sentenza della Corte Costituzionale sul “Patrocinio a spese dello Stato per tutte le vittime di violenza sessuale”

Il 2021 si apre con una sentenza importantissima della Corte Costituzionale in tema di diritti delle donne e di tutte le vittime di violenza, la sentenza n. 1 dell’11 gennaio 2021. Con detta pronuncia la Consulta ha giudicato non fondata la questione di legittimità che aveva investito l’art. 76, comma 4 ter, del DPR n. 115 del 2002 (Testo unico in materia di spese di giustizia), nella parte in cui prevede l’automatica ammissione al patrocinio a spese dello Stato della persona offesa dai reati indicati nella norma medesima.
Trattasi dei delitti di cui agli artt. 572, 583 bis, 609 bis, 609 quater, 609 octies e 612 bis, nonché, ove commessi in danno di minori, dei reati di cui agli artt. 600, 600 bis, 600 ter, 600 quinquies, 601, 602, 609 quinquies e 609 undecies del codice penale, tra i quali rientrano i maltrattamenti in famiglia, le violenze sessuali e lo stalking.
La questione era stata sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 24, terzo comma, della Costituzione, dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale ordinario di Tivoli, secondo cui la norma consisteva in un automatismo legislativo di ammissione al beneficio al solo verificarsi del presupposto di assumere la veste di persona offesa di uno dei reati indicati dalla medesima norma, con esclusione di qualsiasi spazio di apprezzamento e discrezionalità valutativa del giudice, disciplinando in modo identico situazioni del tutto eterogenee sotto il profilo economico portando a includere anche soggetti di eccezionali capacità economiche, a discapito della necessaria salvaguardia dell’equilibrio dei conti pubblici e di contenimento della spesa in tema di giustizia.
Tale questione di legittimità costituzionale, tuttavia, è stata giudicata infondata dalla Consulta, secondo la quale la scelta effettuata con la disposizione in esame rientra nella piena discrezionalità del legislatore e non appare né irragionevole né lesiva del principio di parità di trattamento, ciò considerando la vulnerabilità delle vittime dei reati di riferimento oltre che le esigenze di garantire al massimo il venire alla luce di tali fattispecie.
Ed invero, si legge nella decisione, “la giurisprudenza costituzionale ha in più occasioni ricondotto l’istituto del gratuito patrocinio nell’alveo della disciplina processuale (sent. n. 81 del 2017; ordinanze n. 122 del 2016 e n. 270 del 2012) nella cui conformazione il legislatore gode di ampia discrezionalità, con il solo limite della manifesta irragionevolezza o arbitrarietà delle scelte adottate”.
La Corte, relativamente al profilo di censura calibrato sull’automatismo del patrocinio a spese dello Stato quale presunzione assoluta, evidenzia che il beneficio in questione non è legato ad una presunzione di non abbienza delle persone offese dai reati, avendo tutt’altre giustificazioni, quali la necessità di adottare provvedimenti e misure tesi a garantire una risposta più efficace verso i reati contro la libertà e l’autodeterminazione sessuale, considerati di crescente allarme sociale, anche alla luce della maggiore sensibilità culturale e giuridica in materia di violenza contro le donne e i minori.
È evidente, dunque, che la ratio della disciplina in esame è rinvenibile in una precisa scelta di indirizzo politico-criminale che ha l’obiettivo di offrire un concreto sostegno alla persona offesa, la cui vulnerabilità è accentuata dalla particolare natura dei reati di cui è vittima, e a incoraggiarla a denunciare e a partecipare attivamente al percorso di emersione della verità.
“Questa sentenza rappresenta un passo importante in un momento storico particolarmente sensibile ai diritti delle donne e più in generale delle vittime di qualsivoglia violenza. Infatti, non può che ritenersi condivisibile la pronuncia della Consulta che, assicurando in tale ambito il patrocinio a spese dello Stato, manifesta la volontà, sempre più forte, di promuovere un sistema più efficace a sostegno proprio delle vittime di maltrattamenti e soprusi. Con l’auspicio che questa sentenza aiuti a contrastare in maniera incisiva tali ignobili reati ed infonda coraggio in tutti coloro che, purtroppo, ne restano coinvolti”.
Questo è il commento dei responsabili del Centro Studi Piero Calamandrei, operante da anni nel campo della formazione, Avv. Alessio Savarese e Avv. Raffaele Torrese, da sempre vicini alle problematiche sociali e promotori di lodevoli iniziative in tal senso.


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Musica e cabaret a due passi dagli Scavi: Rosalia Porcaro, Allerija e La Maschera

Al via la kermesse ai Giardini di Arianna

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Teatro e divertimento a Castellammare. Si comincia con Rosalia Porcaro in una kermesse promossa da “I love cabaret”. Prende il via venerdì una rassegna, costituita da quattro appuntamenti di cabaret e musica, programmata per i mesi di luglio e agosto nella cornice ideale dello spazio verde della splendida location de “il giardino di Arianna” sito appena fuori città sulla collina di Varano, in via Passeggiata Archeologica 15, a pochi passi dall’area archeologica dell’antica Stabiae. In programma ci saranno: 23 luglio Rosalia Porcaro 29 luglio Stefano Rapone 5 agosto Live show Allerija 29 agosto La Maschera in concerto. La protagonista del primo appuntamento sarà Rosalia Porcaro, attrice talentuosa di cinema e teatro ma anche celebre cabarettista, dalla cifra comica mai volgare o banale. Nei primi anni 90 si afferma tra il grande pubblico non solo campano grazie ai suoi celebri personaggi come Veronica, operaia inconsapevolmente sottomessa di una fabbrica di borse, Natascia giovane cantante, sberleffo al mondo neomelodico napoletano o Assundham una donna mussulmana napoletana, denuncia sociale di due mondi apparentemente diversi. Sarà in scena il prossimo 23 luglio alle 21.30 con i suoi amatissimi personaggi e i suoi esilaranti monologhi. Gli eventi sono nati grazie alla collaborazione della proprietà della splendida location de “il giardino di Arianna” con Alfredo Varone, seguendo la traccia della rassegna “Ilovecabaret” che da 20 anni presenta sul palco gli interpreti della scena comica campana e nazionale in una ricerca continua di volti emergenti e piacevoli conferme. La rassegna nasce con un’identità ben precisa e con lo scopo di offrire una modalità nuova di assistere agli spettacoli, oseremmo dire “easy”. Immersi nella natura del pianòro di Varano si potrà godere della frescura, con possibilità di ristorarsi prima e dopo l’esibizione al bar o al corner dello street food, a cura di Mafalda Meikhane e, per chi ne ha voglia, intrattenersi ancora a fine serata per ascoltare in relax una selezione musicale. La rassegna è stata fortemente voluta dagli organizzatori come segno di continuità e per la tenace voglia di ripartire, nata in partnership con Best live e grazie anche al sostegno degli sponsor Eleonora Giordani, Adra porte, Federdat Service, Outlet del Corso, oltre ai numerosi e prestigiosi Enti che ci hanno generosamente supportato. La finalità della manifestazione è quella di trovare nuove forme di aggregazione e una nuova energia nella ripartenza dopo lo stop forzato a causa della pandemia, evento straordinario che ha fortemente colpito alcuni settori come quello dell’intrattenimento e degli spettacoli live che oggi sono alla ricerca di una nuova forma per reinventarsi. Anche questo evento sarà concepito secondo le direttive della normativa vigente anti covid.

Per informazioni e prenotazioni 3311592683 ilovecabaret@hotmail.it

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