Slitta l'ingresso in aula in Campania che sarà lunedì 11 gennaio. Didattica a distanza il 7
L'Unità di Crisi della regione Campania si è riunita per un'analisi dettagliata dei dati epidemiologici in relazione alla possibilità di un ritorno in presenza a scuola al termine delle vacanze natalizie. Sulla base di tale analisi e della relazione che confluirà in un'ordinanza entro la mattinata di domani, è stato deciso che le scuole in Campania riapriranno lunedì 11 gennaio 2021.
In tale data potranno tornare in classe gli alunni della scuola dell'infanzia e delle prime due classi della scuola primaria, esattamente com'era prima della chiusura delle scuole per la pausa natalizia. A partire dal 18 gennaio sarà valutata dal punto di vista epidemiologico generale, la possibilità del ritorno in presenza per l'intera scuola primaria, e successivamente, dal 25 gennaio, per la secondaria di primo e secondo grado. Resta confermato che per quanto riguarda la DAD (Didattica a distanza) anche in Campania le lezioni riprenderanno regolarmente il 7 gennaio.
I no-dad. "Lo slittamento della riapertura delle scuole e' l'ennesimo attacco al diritto all'istruzione senza giustificazione motivata o evidente, rispetto alle decisioni prese a fine dicembre sulle prime classi delle scuole elementari". Lo affermano i genitori No Dad, riuniti nel gruppo 'Usciamo dagli schermi', appresa la decisione della Regione Campania di posticipare la ripresa della scuola in presenza all'11 gennaio per le classi prime e seconde elementari a cui seguiranno ulteriori valutazioni per il ritorno degli altri studenti di ogni ordine e grado. E per manifestare la propria contrarietà le famiglie si danno appuntamento alle 19.30 in piazza Mazzini per protestare con incursioni al traffico perché - spiegano - "se la scuola non apre, semaforo rosso per tutti". I genitori No Dad ricordano che "la Campania è l'unica regione italiana in cui le scuole sono chiuse da meta' ottobre e dal 4 marzo 2020 la scuola nella nostra regione e' stata aperta solo 10 giorni a ridosso delle elezioni regionali. La scuola è un diritto fondamentale e invece bambini e ragazzi campani sono ad oggi cittadini di serie B", concludono.