Castellammare di Stabia. Tre giorni in ambulanza prima di varcare la soglia del pronto soccorso. E' la storia di Domenico, 87enne di Castellammare di Stabia, raccontata dalla figlia ai colleghi di Fanpage.it. «A mio padre - racconta - non era consentito lavarsi perchè un caso positivo al Covid e non poteva allontanarsi dall'ambulanza». Domenico è risultato positivo al covid dopo essersi sottoposto al tampone in vista di un intervento chirurgico, dopo qualche giorno i primi sintomi ed è per questo che è stato necessario il ricovero in ospedale solo che l'ingresso in ospedale è avvenuto dopo tre giorni di attesa. «Per portargli cibo e farmaci abbiamo rischiato». Le due figlie, pur essendo in quarantena perchè contatto stretto di un positivo, si sono viste costrette a raggiungere l'ospedale per consegnare cibo e medicinali al padre. «Abbiamo rischiato una denuncia penale, ma se non ci muovevamo noi dovevamo affidarci al buon cuore di chi era di turno in ambulanza. Ho dovuto portare io l'antibiotico a mio padre sull'ambulanza, se non l'avessimo fatto non avrebbe avuto i farmaci per curarsi. Parliamo di una persona di 90 anni e con febbre a quaranta, non un ragazzino. Neanche un minimo che assicuri la dignità umana, come andare in bagno e lavarsi la faccia». Quello delle ambulanze in fila al San Leonardo è un dramma che da una ventina di giorni affligge l'ospedale alle prese con un'impennata di richieste di assistenza ospedaliera. Ma i posti letto covid non ci sono e le ambulanze pure. (IL VIDEO)