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Politica

Monte Faito, Patriarca (FI): «La Regione rilevi le quote dell’ex Provincia»

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«Monte Faito è uno dei simboli della provincia di Napoli e dell’intera Campania e come tale è patrimonio di tutti. Per questo, facendoci interpreti delle istanze e dei sentimenti dei territori, nel caso in cui fosse confermata la notizia relativa alla dismissione delle relative quote di proprietà da parte della Città Metropolitana di Napoli, chiederemo alla Regione Campania di esercitare il diritto di prelazione per rilevarle e diventare così unico proprietario del massiccio». Lo ha dichiarato Annarita Patriarca, capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale. «In questo modo potrebbe essere costituita una società regionale di gestione nella quale far confluire i Comuni di Castellammare di Stabia, Vico Equense e Pimonte, territori in cui ricade il Monte Faito, per una equa rappresentanza delle singole aree interessate», ha continuato l’esponente del partito di Silvio Berlusconi. «Il Faito è un bene che appartiene ai cittadini e alla storia del comprensorio stabiese e della penisola sorrentina. Non è una semplice montagna, ma un asset economico che va valorizzato, oltre che terminale di finanziamenti e di complessi interventi di tipo manutentivo di cui può e deve prendersi carico la Regione Campania». «Il bene va rilanciato ai fini turistici, per rafforzare ulteriormente la rete attrattiva dei Monti Lattari, e per aggiungere nuove proposte da rivolgere al bacino dei visitatori sia italiani che stranieri. Da questo punto di vista, confidiamo nella sinergia tra enti col contributo dei Comuni interessati, Castellammare, Vico Equense e Pimonte, unitamente al presidente dell’Ente Parco dei Monti Lattari, Tristano Dello Ioio, in un’ottica di  strategia di sviluppo e recupero del Faito», ha concluso Annarita Patriarca.


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Castellammare, LeU e PD chiedono l’istituzione del parco urbano delle acque

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I due partiti di opposizione presentano un ordine del giorno

Castellammare di Stabia. «Realizzare il parco urbano delle acque». E’ quanto chiedono Liberi e Uguali e Partito Democratico attraverso un ordine del giorno presentato dai consiglieri Scala e Iovino. «Abbiamo presentato un Ordine del Giorno che impegna il Consiglio Comunale a richiedere al Consiglio Regionale la possibilità di riaprire i termini affinchè la nostra città possa presentare la necessaria documentazione per la realizzazione del Parco Urbano delle Acque. Ad 11 anni dall’emanazione della Legge Regionale è stato perso fin troppo tempo, Castellammare ha tutte le caratteristiche per vedere realizzato uno strumento che insieme alla tutela veda la promozione della nostre risorse. La città di Castellammare di Stabia ha tutte le caratteristiche previste dal regolamento. Un’assoluta straordinarietà e particolarità che non ha eguali nel panorama nazionale e internazionale: in un tratto ben limitato geograficamente e urbanisticamente sgorgano 28 sorgenti con caratteristiche chimiche ed organolettiche ben differenziate. Questo in una fascia di territorio collocata tra Piazza Fontana Grande e La sorgente del Muraglione, comprendendo Via B.Brin e le strade limitrofe, Via Visanola, le antiche Terme, le sorgenti Madonna e Acetosella e la stessa Via Acton».

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