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Castellammare, LeU e PD chiedono l’istituzione del parco urbano delle acque

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I due partiti di opposizione presentano un ordine del giorno

Castellammare di Stabia. «Realizzare il parco urbano delle acque». E’ quanto chiedono Liberi e Uguali e Partito Democratico attraverso un ordine del giorno presentato dai consiglieri Scala e Iovino. «Abbiamo presentato un Ordine del Giorno che impegna il Consiglio Comunale a richiedere al Consiglio Regionale la possibilità di riaprire i termini affinchè la nostra città possa presentare la necessaria documentazione per la realizzazione del Parco Urbano delle Acque. Ad 11 anni dall’emanazione della Legge Regionale è stato perso fin troppo tempo, Castellammare ha tutte le caratteristiche per vedere realizzato uno strumento che insieme alla tutela veda la promozione della nostre risorse. La città di Castellammare di Stabia ha tutte le caratteristiche previste dal regolamento. Un’assoluta straordinarietà e particolarità che non ha eguali nel panorama nazionale e internazionale: in un tratto ben limitato geograficamente e urbanisticamente sgorgano 28 sorgenti con caratteristiche chimiche ed organolettiche ben differenziate. Questo in una fascia di territorio collocata tra Piazza Fontana Grande e La sorgente del Muraglione, comprendendo Via B.Brin e le strade limitrofe, Via Visanola, le antiche Terme, le sorgenti Madonna e Acetosella e la stessa Via Acton».

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Il Pd mette alle strette il sindaco Cimmino: «Progetti fermi per l’ascensore del Solaro e parcheggio di Pioppaino»

Il Partito Democratico imputa al primo cittadino l’immobilismo sulle grandi opere: «E’ il momento di fare delle scelte»

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«E’ ora di finirla, è giunto il momento che l’amministrazione comunichi in maniera chiara ed inequivocabile cosa intenda fare con gli interventi previsti sul nostro territorio». Il Pd stabiese chiede chiarezza sui progetti futuri della città e definisce il sindaco Gaetano Cimmino come uno che «pensa di essere il padrone della città».
Si parte dalla querelle legata al sequestro del cantiere Eav per chiedere lo stato dell’arte di tutte le opere finanziate e ferme al palo: «Sulla vicenda EAV ci sarebbe bisogno di buon senso, di coerenza ed onestà intellettuale ed invece ci troviamo da più di dieci giorni a dover assistere ad uno spettacolo indecoroso che mortifica la città e mette un freno agli interventi di sviluppo già finanziati ed appaltati. Una vicenda che sta prendendo una piega che ha del ridicolo. Non entriamo nel merito del sequestro del cantiere, sarà compito degli organi e degli uffici preposti a dare risposte, ma continuiamo a chiederci se l’atteggiamento di Gaetano Cimmino non sia lesivo degli interessi futuri della città. La spavalderia con la quale vengono fatte pubbliche dichiarazioni ci lasciano sconcertati. La nostra città ha bisogno di interventi che ne favoriscano lo sviluppo, di uno sguardo lungo sulle questioni e di tempi certi».

E allora il Pd formula una serie di domande al sindaco Cimmino: «Cosa ne sarà delle opere pubbliche finanziate dalla regione e che servono a migliorare e mettere in sicurezza e in collegamento diversi punti della città? Che ne sarà della messa in sicurezza dei costoni prospicienti la tratta ferroviaria? Che ne sarà dei parcheggi da realizzare a Pioppaino e sulla collina del Solaro? Ed il collegamento pedonale tra Via Grotta San Biagio e Villa Arianna? E l’ascensore che collegherà la stazione Centro con la collina del Solaro? Grazie alle progettazioni degli anni scorsi riusciremo ad avere nei prossimi mesi un parcheggio su due livelli per circa 130 posti auto su Viale Europa e nel prossimo anno termineranno i lavori per la nuova stazione Castellammare Scavi. Gli investimenti che la Regione Campania sta mettendo in campo per la nostra città non possono essere persi, la programmazione che, grazie al lavoro delle precedenti amministrazioni in sinergia con il governo regionale, deve essere portata a termine. Non possiamo bloccare il futuro di Castellammare per le pretestuose e strumentali (personali?) prese di posizione di chi pensa di essere il padrone della città e non il suo primo servitore».

dadimar

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