Politica
Scontro a Palazzo Farnese, l’opposizione minaccia di ricorrere al Tar: bilancio a rischio
La minoranza sale sull’«Aventino» e sceglie la strada del ricorso al tribunale amministrativo
Quattro ore di discussione. L’opposizione che abbandona il tavolo e minaccia di rivolgersi al Tar. Ancora polemiche sulla convocazione online del consiglio comunale sul bilancio. Il pomo della discordia è il blitz con cui è stata convocata l’assise, prevedendo ancora un consiglio in videoconferenza invece che in presenza. Un punto non discusso preventivamente con i capigruppo di opposizione. Apriti cielo. Infatti, ieri la minoranza compatta ha scritto al prefetto di Napoli per segnalare le presunte irregolarità.
La decisione della maggioranza, dopo le quattro ore di serrata discussione in conferenza dei capigruppo, è stata quella di proseguire con la convocazione in videoconferenza, venendo meno agli accordi precedenti con la minoranza. L’opposizione è decisa invece a ricorrere al Tar, una mossa da non sottovalutare perché rischierebbe di annullare la delibera di approvazione del bilancio di previsione, una presunta irregolarità che potrebbe portare anche allo scioglimento del consiglio comunale.
Per quanto riguarda la votazione online attraverso una piattaforma acquistata dal Comune, il segretario generale ha dato parere favorevole. Secondo il super-dirigente di Palazzo Farnese i voto telematico (a voto segreto) non è illegittimo, perché è consentito in deroga ai regolamenti comunali proprio per via della situazione epidemiologica. Quindi anche su questo punto la maggioranza non ha fatto passi indietro e si procederà con l’elezione del presidente del collegio dei revisori con il voto online. Prima, però, sarà calendarizzata una «prova generale» tra consiglieri comunali per testare la piattaforma.
Quindi dovrebbe celebrarsi comunque il consiglio convocato per il 4 e 5 maggio, anche perché il sindaco Cimmino non ha scelta. Non ci sono i tempi tecnici per rinviare la convocazione, altrimenti il Prefetto interverrebbe con una diffida. L’opposizione valuta una posizione «aventiniana».
(dadimar)

