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Tavolini in strada sul lungomare durante la Ztl: più posti all’esterno per i locali della movida

La proposta di Forza Italia oggi in consiglio comunale: c’è il via libera del sindaco Cimmino

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Tavolini in strada a Corso Garibaldi durante la Ztl. Ristoranti e locali del lungomare avranno più posti a sedere all’esterno. Una manna dal cielo soprattutto in tempi di covid e in vista dell’estate. Se n’è discusso oggi in consiglio comunale, con una proposta presentata da Forza Italia: «Oggi in consiglio comunale, come gruppo consiliare di Forza Italia, abbiamo proposto di estendere l’occupazione del suolo pubblico per i ristoratori e i bar di corso Garibaldi anche sulla carreggiata, con l’applicazione della Ztl sul lungomare. Un segnale importante per far ripartire l’economia e garantire un’adeguata accoglienza per chi approda nella nostra città», ha spiegato Salvatore Gentile, capogruppo di Forza Italia.

«Ho avanzato la proposta al sindaco e alla giunta, insieme ai consiglieri di Forza Italia Nicola De Filippo, Rosa Esposito e Alfonso Lucarelli, – spiega il capogruppo Gentile – allo scopo di potenziare l’offerta turistica e dare respiro ad un settore, quello della ristorazione, che ha subito oltremodo le conseguenze negative del Covid-19. In questo modo, sarà anche possibile garantire ulteriormente il rispetto delle disposizioni anti-Covid relative al distanziamento tra i tavoli e alla necessità di consumare cibi e bevande all’aperto. Abbiamo già riscontrato la sensibilità del sindaco Gaetano Cimmino rispetto a questa tema determinante per mostrare una volta di più il nostro impegno al servizio delle categorie più colpite dall’emergenza sanitaria e di tutti i cittadini stabiesi».


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Dimissioni, il «no» di D’Apice dopo una lite in villa con il sindaco | IL RETROSCENA

Commissione ancora al lavoro: pronte le verifiche sulle nuove assunzioni a Palazzo Farnese

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Dopo tanto discutere, sulla stampa e nelle segrete stanze di Palazzo Farnese, non cambierà nulla. Tutti restano al proprio posto. Almeno per ora. Eppure il sindaco Gaetano Cimmino, ben consigliato, aveva provato a smuovere le acque. Voleva dare un segnale alla commissione d’accesso, alla Prefettura, al ministro dell’interno. L’idea di far dimettere Emanuele D’Apice era diventata quasi una necessità. E invece ogni tentativo è risultato vano. Arriva il netto rifiuto di D’Apice a restituire l’incarico che tanto ha fatto discutere, dando il “la” per l’invio della commissione d’accesso, che altrimenti sarebbe arrivata soltanto dopo precise risultanze delle indagini che la Dda e la Procura di Torre Annunziata stanno svolgendo.

Il presidente del consiglio comunale non è disposto a tornare sui propri passi. E nei giorni scorsi l’ha comunicato in un confronto-scontro in villa comunale con il sindaco Gaetano Cimmino. I due sono stati notati mentre discutevano animatamente. Segno evidente del nervosismo che regna a Palazzo Farnese.

Cimmino, in questi giorni, sta provando a rimettere in sesto la barca che pende dal lato della Procura antimafia. Non a caso, il sindaco ha fatto notare sui social la costituzione di parte civile nel processo contro i clan stabiesi. Ha poi dato indirizzi precisi al comandante della polizia municipale per un controllo più accurato del territorio e per l’installazione di new jersey per combattere i parcheggiatori abusivi dell’acqua della Madonna.

Nel frattempo gli occhi dei commissari del Viminale si sono concentrati prima sulle pratiche urbanistiche a favore dei politici di Palazzo Farnese, poi sulle parentele «scomode» dei consiglieri comunali. Infine, un altro capitolo da affrontare sono anche le ultime assunzioni attraverso i concorsi pubblici. In questo caso potrebbero spuntare delle sorprese tra i nomi dei nuovi assunti, con verifiche sui legami di parentela con politici di Castellammare e del napoletano.

Daniele Di Martino

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