D’Apice verso le dimissioni: «Ci sto pensando, la mia vita è un inferno». E spuntano tre nomi per la presidenza

«Sto pensando a tante cose, la mia vita è diventata un inferno». Emanuele D'Apice è tentato dall'addio. Il presidente del consiglio comunale, finito al centro delle polemiche, forse getterà la spugna. La conferma sta tutte nelle sue parole affidate ai social: «Dal momento in cui è scattato quell’applauso in aula la mia vita è diventata un inferno, un tormento. Quello doveva essere un mio momento di riscatto sociale, il riscatto di un giovane che ha vissuto sulla propria pelle il male della camorra e lo ha sconfitto con tutta la propria famiglia. Un giovane che dalla periferia di Castellammare con le sole proprie forze è riuscito a raggiungere una carica così importante. Invece, seguendo un disegno ben definito, l’opposizione politica in aula ha strumentalizzato quell’applauso in aula, ritagliando il momento alla perfezione ed inviando un messaggio lontanissimo e distorto dalla realtà». D'Apice conferma di voler assumere una decisione importante: «Da quando è passato quel messaggio non vivo più. Sto pensando a tante cose, inutile negarlo. Vengo guardato con sospetto, vengo additato, non riesco a godere dei miei affetti. Con me le mie sorelle, anch’esse giovani professioniste votate al sociale, alla cultura. La camorra ha reso la mia infanzia un inferno, e adesso mio malgrado sto rivivendo quei momenti di buio, tormento e smarrimento».

Intanto, a Palazzo Farnese si pensa già all'alternativa. Due sono le strade che possono essere percorse, perché l'ex presidente Vincenzo Ungaro ha già confermato di non voler ritornare sui propri passi e quindi ritornare ad occupare la presidenza. In maggioranza viene visto di buon occhio Salvatore Gentile, capogruppo di Forza Italia, stimato professionista e molto moderato, un profilo istituzionale che si sposerebbe bene con la terza carica di Palazzo Farnese.

L'alternativa è aprire all'opposizione. In questo caso sono due i nomi che la maggioranza potrebbe sostenere: Giovanni Nastelli (Uniti per Stabia) e Tonino Scala (LeU).

Daniele Di Martino

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